Avanti a colpi di maggioranza, ma ogni volta una maggioranza diversa. Il governatore Rosario Crocetta è cosciente delle difficoltà che la manovra finanziaria ter, la riforma della formazione professionale e le altre norme che si prefigge di portare ad approvazione incontreranno durante il percorso d’aula, ma non si scoraggia neanche un poco e non intende cercare una nuova maggioranza o dar vita a nuovi rimpasti.

Crocetta lo dice chiaramente a chi gli chiede con quale maggioranza, soprattutto dopo l’ufficializzazione dello scioglimento anche del gruppo del suo Megafono: Le riforme servono alla Sicilia, così come la manovra finanziaria senza la quale la Regione non può andare avanti- conferma Crocetta – d’altronde non ci si può fossilizzare su vecchi criteri di maggioranza, vincoli di partito e simili”.

Dunque una nuova apertura, l’ennesima, a maggioranze variabili che si mettano insieme sui singoli progetti di legge o anche sui singoli articoli di una legge “Appena ieri – dice Crocetta – i grillini mi hanno accusato di copiare le loro idee, le loro proposte di legge. Non è così. Semplicemente su alcune cose la pensiamo alla stessa maniera. Non vedo, allora, dove stia il problema. Se la pensiamo allo stesso modo la votino anche loro questa norma sul reddito minimo. Non c’è nulla di male, serve alla Sicilia”.

Torna, dunque, la stampella grillina “Non mi rivolgo solo ai 5 stelle – precisa Crocetta – ad esempio ho letto con grande interesse le dichiarazioni di Marco Falcone di Forza Italia che rappresentano una volontà di dialoga re su altri temi, su altre riforme. Io sono pronto a dialogare con tutti”.

Che si apra una nuova stagione di dialogo ? Crocetta ci prova, almeno nella forma, come dimostra proprio la legge sulla Formazione professionale, abbozzata in giunta ma non approvata in attesa del confronto con i partiti (rappresentati dai capigruppo) previsto per venerdì all’Ars. Ma al tempo stesso questa strategia rischia di depotenziare, invece, l’accordo (sia pure informale e verbale) raggiunto con il pd che prevedeva proprio al consultazione col partito. E Crocetta si confronta, dunque, ma non solo con Pd. lo fa con tutti cercando, di fatto, i voti necessari in aula uno ad uno.

Non cede di un millimetro, invece, sui tagli agli stipendi dei burocrati dell’Ars “Non capisco – dice – perché si ostinino su questo assurdo tetto da 240 mila euro. Il tetto deve essere uguale a quello stabilito per la Regione ovvero 160 mila euro. Certo non posso imporglielo ma se si ostinano a mantenerlo dovremo intervenire diversamente”.

Crocetta ha già in mente un modo per mettere i dipendenti dell’Ars gli uni contro gli altri e tutti contro i burocrati ed i deputati “se non tagliano gli stipendi noi faremo una norma che faccia ugualmente i tagli ai trasferimenti dalla Regione all’Ars”. Fra le righe il messaggio è chiaro: vedano loro a chi o dove devono togliere i soldi per garantire la differenza fra 160 e 240 mila euro.

Ma sul fronte prettamente politico il Presidente non sembra intenzionato a cedere alle richieste dei cuperliano di far posto in giunta. La dice lunga, in questo senso, l’incontro con tutto il Pd a Tusa domenica sera, escludendo, però, per puro caso, il segretario regionale Fausto Raciti.

Oggi è il giorno della finanziaria ter, comunque, che inizia il suo percorso in Commissione Bilancio, sia pure con una settimana di ritardo rispetto alle previsioni Crocettiane. L’aula torna a riunirsi stamani alle 11 per discutere disegni di legge, interrogazioni e interpellanze fermi da tempo. una seduta mattutina, fuori dalle abitudini dell’Assemblea soprattutto al martedì, ma convocata strategicamente visto che nel pomeriggio gioca l’Italia ai mondiali e dunque tenere i deputati in aula sarebbe stato difficile.

Ma proprio quando in Commissione arriva la finanziaria il forzista Falcone gela le speranze di Crocetta di un dialogo a destra: “Ad una prima lettura del disegno di legge della manovra Ter per l’anno finanziario 2014, rimango oltremodo deluso dalla mancanza di coraggio e di determinazione da parte della giunta regionale . dice Falcone -: l’ennesima occasione mancata per dare alla Sicilia un’opportunità di riscatto”, così l’on. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.

“Al netto di qualche norma di stabilità, la cui copertura finanziaria è ancora tutta da verificare – prosegue Falcone –, il dl sembra la riproposizione di una buona legge mancia. Non c’è programmazione vera, non c’è reale consapevolezza delle necessità della nostra Sicilia. Per uscire dalla crisi è necessario sostenere l’impresa e di conseguenza l’occupazione. In tal senso da Crocetta ci aspettavamo la movimentazione delle somme rimaste incagliate tra le pieghe di bilancio, come quelle destinate ai cantieri regionali di lavoro o al sostegno delle piccole e medie imprese. Ma di tutto questo, purtroppo non si vede nulla. Nei prossimi giorni Forza Italia presenterà la propria proposta, nel segno della concretezza e del cambiamento”.