“Non volevo essere un figlio di…Un trota, ma sapevo che sarei stato eletto all’Ars”. E’ il giorno di Toti Lombardo nel processo per voto di scambio che si celebra a Catania in cui il giovane parlamentare regionale è imputato assieme al padre Raffaele, ex presidente della Regione.

In aula, rilasciando delle dichiarazioni spontanee, Lombardo jr. ha analizzato proprio quella fase complessa, in cui gli equilibri degli autonomisti potevano essere scossi da una sua candidatura, allargando la propria disamina politica fino al periodo delle elezioni politiche 2013.

Toti Lombardo si rivolge al giudice Laura Benanti e racconta della “convinzione, senza presunzione e della certezza che sarebbe stato eletto. Un dato non solo catanese o regionale, ma anche ipotizzato dalla stampa nazionale. L’ambiente politico catanese e nazionale – dice – dava per scontata la mia elezione”.

Nel ricostruire il percorso che lo ha portato poi alla candidatura, ‘sostenuta e voluta anche da un gruppo di giovani catanesi’, Toti Lombardo ammette di essere stato “un privilegiato”.

“Quello fu un periodo particolare, c’erano già dei forti contrasti – dice a margine dell’udienza parlando con i giornalisti che gli chiedevano proprio se l’Mpa si sfaldò in seguito alla sua discesa in campo – ma non penso che la mia candidatura possa avere determinato effetti domino o altro sul partito”.

Ma il giovane parlamentare regionale in aula ha raccontato anche dei tanti incontri con la gente e di alcune dinamiche interne al Mpa del tempo in cui Raffaele Lombardo preferì far sostenere da alcuni fedelissimi, come l’ex deputato Roberto Commercio, altri candidati all’Ars.

Sul rapporto con Ernesto Privitera, altro imputato nel processo, Toti Lombardo dice non riuscire a ricostruire nel tempo la sua conoscenza proprio perché era uno di famiglia”.

Intanto i pubblici ministeri Rocco Liguori e Lina Trovato hanno chiesto ed ottenuto l’acquisizione agli atti del processo delle delibere e dei decreti assessoriali per l’ ampliamento della discarica di Motta S.Anastasia, gestite dalla ditta Oikos rilasciate da Lombardo, più una terza delibera del governo Crocetta in cui è stata disposta la revoca.

Nella prossima udienza, fissata per il 14 maggio, saranno sentiti i teste della difesa dei Lombardo. Tra questi è stato inserito anche l’ex sottosegretario alle Infrastrutture, Pippo Reina.

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