Una “Macchina dei sogni” dedicata Giuseppe Pitrè, l’etnografo e antropologo palermitano di cui l’anno prossimo ricorre il centenario della morte: è la nuova scommessa di Mimmo Cuticchio che ha deciso di “immergere” le mani in quel “paniere” colmo di oggetti, amuleti, simboli che è il Museo etnografico “Giuseppe Pitrè” tra i primi in Europa, che custodisce un vero e proprio compendio delle tradizioni siciliane.

La nuova edizione de “La Macchina dei Sogni”, il festival di teatro di figura quest’anno giunto alla sua 32° edizione, ospita quindi spettacoli dei pupi, laboratori per bambini, un’esposizione di artisti/artigiani e una mostra documentaria sul teatro popolare.

IL PROGRAMMA. La “Macchina dei sogni” si apre sia sabato che domenica (11 e 12 luglio) con Tra cunti e pupi per incontrare Pitrè, il percorso ideato da Mimmo Cuticchio che tenta di rianimare e vivificare le “meraviglie” riposte nelle teche, trasformando le stanze del Museo in una sorta di “arsenale delle apparizioni” di pirandelliana memoria. Le prime quattro stanze del museo raccolgono “i mestieri”; le quattro successive conservano modellini e stampe dei venditori ambulanti; le ultime ospitano il nucleo originale della collezione Pitrè (carretti, carrozze, diversi pupi): la “Macchina” proverà ad immaginare che l’intero patrimonio esposto acquisti vita propria.

Con gli attori Santa Buttaci, Salvino Calatabiano, Librante Dino Costa, Tiziana Cuticchio, Heidi Mancino, Isabella Messina, Salvatore Ragusa, Gruppo Cialoma. Spettacoli alle ore 10 – 12 – 16 – 18.

Dalle 16,30 alle 18,30 in tutti e due i giorni, il laboratorio per bambini dell’Atelier La Lucciola partire dalla fiaba (raccolta dal Pitrè) “Malvizia”. Alle 21,15 di sabato, Mimmo Cuticchio propone uno spettacolo tradizionale di opera dei pupi. “Prime magie del mago Malagigi”.

“Presenterò un episodio della storia che non vede protagonisti gli eroi Orlando e Rinaldo – spiega Mimmo Cuticchio – contro Rodomonte e Gradasso, oppure l’amore di Angelica e Medoro o ancora i fatti di Agricane e Fellerina, ma la nascita di due gemelli meno noti al grande pubblico, che un giorno diventeranno l’uno un valoroso paladino, pilastro della corona di Francia, e l’altro un mago, re di tutti i maghi e principe dell’Inferno, sostegno dei paladini e delle loro imprese”.

Dietro le quinte del teatrino, l’intera famiglia Cuticchio: il fratello Nino, i rispettivi figli, Giacomo e Tiziana; l’aiutante Tania Giordano con gli allievi manianti Librante Costa, Salvatore Ragusa, Provvidenza Paladino, Rosalia Riccobono.

Domenica, dalle 19 alle 23, si chiude con le Danze e Contradanze dell’associazione Tavola Tonda. Le feste a bballu nella tradizione contadina salutavano la fine di un ciclo di lavoro, ed erano l’occasione per la comunità di riunirsi: oggi vengono riproposte dalla Scuola popolare di danza e musica di Tavola Tonda come una gioiosa festa, con gli insegnanti della scuola sul palco ad eseguire brani della tradizione popolare siciliana per danzare tutti assieme guidati dai docenti di danze tradizionali.

Dai cerchi di scottish e polke figurate, al ballettu messinese, fino alla “sudatissima” contraddanza finale. Neofiti e ballerini rodati saranno guidati nei passi e accompagnati musicalmente da Michele Piccione (zampogna, tamburi a cornice, marranzano), Benedetto Basile (flauto traverso, ottavino), Alessandro Venza (chitarra), Marco Macaluso (fisarmonica), Barbara Crescimanno (tamburi a cornice, danza), Elisa D’alessandro (danza) e Bartolo Cuccì, ‘bastuneri’ di contraddanza.

Due le mostre visitabili: nella cappella del Marvuglia, un’esposizione dedicata al Teatro Popolare di Palermo, a cura di Fabrizio Lupo e Valentina Console per l’Accademia di Belle Arti. La mostra ricostruisce i tre ambiti del Teatro popolare che hanno caratterizzato la cultura siciliana e che Pitrè documentò durante la sua incessante attività di raccolta delle tradizioni dell’Isola.

Analizzati i Casotti, le Vastasate e il Teatro dei Pupi dalle origini sino ad oggi e, riunite in un unico settore, le varie forme del teatro popolare di strada. Tra disegni d’epoca, ricostruzioni, modelli, pupi antichi, tra cui i famosi Nofriu e Virticchio della collezione di Mimmo Cuticchio.

Negli spazi esterni del Museo Pitré, prenderanno invece vita le botteghe artigianali di Giuseppe Buglino (tamburi e strumenti musicali); Gabriella Carlino (liutaia, decoratrice); Rosi Di Gaetano (decorazione di vetro); Gianfranco Di Miceli (liutaio); Alfio Ferlito (miniature); Claudia Lo Galbo (giocattoli); Angelo Puccio (intarsio); Enzo Scerrino (ceramica moderna e ceramica colorata); Antonina Schimmenti (ricami e merletti); Angela Tripi (Le terrecotte d’arte) e Giuseppe Vitrano (torniere).