Un grosso barcone carico di migranti si è ribaltato nel mare di Lampedusa, nei pressi dell’Isola dei conigli. Secondo quanto riferito dai carabinieri, il naufragio potrebbe aver causato molte vittime, e sull’imbarcazione potevano esserci anche 500 persone. Sul posto stanno operando tutte le unità di soccorso dell’isola.

Sono già cinquanta i cadaveri recuperati dai soccorritori e tra questi c’è quello di una donna incinta, tra cui quelli di tre bambini. Ma il bilancio si potrebbe ancora aggravare, e non di poco. Nelle acque a largo dell’isola, infatti, confermano fonti dei soccorritori, sarebbero stati avvistati vari altri cadaveri galleggiare, mentre non è escluso che alcuni corpi possano essere andati a fondo. A bordo della carretta del mare c’erano presumibilmente 500 persone.

Finora sono state tratte in salvo 120 persone, mentre le operazioni continuano e impegnano Guardia costiera, Guardia di finanza e carabinieri. Recuperati i cadaveri di altri sei profughi da un gommone dei Vigili del fuoco e portati in banchina dove erano gia’ stati sistemati gli altri quattro corpi.

Potrebbero essere almeno 30 gli immigrati morti nel naufragio di questa mattina a Lampedusa. I corpi finora recuperati sono 14, e tre questi quello di una donna incinta, ma i soccorritori riferiscono che in mare ne galleggiano altrettanti e forse di più.

Sul barcone naufragato a poche miglia da Lampedusa all’alba di oggi con a bordo centinaia di profughi sarebbe scoppiato un incendio, forse dovuto a un corto circuito. E’ quanto raccontano i sopravvissuti al naufragio accompagnati, ancora sotto choc, sulla terraferma a Lampedusa. Per il panico molti dei profughi, presumibilmente somali, si sono gettati in acqua.

Appena pochi giorni fa, di fronte alla spiaggia ragusana di Scicli, 13 extracomunitari erano morti nel tentativo di raggiungere la terraferma dopo che il barcone su quale si trovavano si era arenato.

Sono decine i pescatori lampedusani che con i loro pescherecci hanno raggiunto, nell’ultima ora, la zona del naufragio del barcone con a bordo centinaia di profughi. I pescatori stanno aiutando le motovedette della Capitaneria di porto a soccorrere gli immigrati in mare. Una vera e propria catena umana per aiutare gli immigrati finiti in mare.

Secondo le prime informazioni raccolte sulla banchina del porto di Lampedusa il barcone che è naufragato a circa mezzo miglio dall’isola dei Conigli trasportava circa 500 migranti.

Il commissario straordinario dell’Asp di Palermo sta coordinando le operazioni di assistenza ai feriti. Fino ad ora sono giunti in porto 78 naufraghi tratti in salvo dalle motovedette e da alcune barche di diporto che stanno partecipando ai soccorsi.