Lampedusa, il giorno dopo. Sono 111 i cadaveri dei migranti recuperati, 155 tratti in salvo, circa 200 i dispersi per i quali si non ci sono più speranze di trovarli in vita. Il bilancio delle vittime è quindi destinato a salire: i sommozzatori hanno individuato un centinaio di corpi adagiati sul fondo del mare. Intanto in Italia oggi sarà giornata di lutto nazionale: un minuto di silenzio sarà osservato in tutte e scuole del Paese.

Tra le tante parole spese ieri per commentare l’orrore di Lampedusa, particolarmente significative sono quelle del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon. Della tragedia ha parlato in apertura del discorso pronunciato a un forum a New York su immigrazione e sviluppo: “La strage di migranti al largo di Lampedusa ci spinge ulteriormente all’azione”. Un chiaro segnale lanciato all’Unione europea.

Le parole del segretario generale dell’Onu, ricordano quelle di Fulvio Vassallo Paleologo, docente dell’Università di Catania, uno dei massimi esperti di fenomeni migratori delle popolazioni africane. “Tragedie della migrazione come quelle che si sono verificate nel Canale di Sicilia si potevano evitare attraverso una corretta programmazione da parte del governo nazionale e all’intervento dell’Unione europea”, diceva Vassallo Paleologo nell’ultima intervista rilasciata a BlogSicilia prima del naufragio di ieri.

I centri di accoglienza siciliani – spiegava Vassallo Paleologo – sono colmi a causa del passaggio delle competenze, attuato dal governo il 28 febbraio scorso, sulla gestione dei migranti dalla protezione civile, che prevedeva un tavolo specifico sull’immigrazione, alle prefetture. Coinciso con la fine dell’emergenza africana”.

Un’altra questione cruciale, che evidenzia le responsabilità degli organi europei, riguarda i rapporti con Malta, che continua a non soccorrere e, in alcuni casi, a respingere i migranti che provano a sbarcare sulle sue coste. “I soccorritori italiani operano regolarmente nelle aree di intervento maltesi – sosteneva il professor Vassallo Paleologo. “Servirebbe una ripartizione dei migranti che sbarcano in Sicilia fra tutti i paesi europei. Capisco che Malta non possa contenere in gran numero di migranti ma non accogliendo naufraghi in difficoltà su pone in contrasto con le norme comunitarie. L’Unione, però, continua a non intervenire”. E anche ieri non è intervenuta.