Ha deciso di togliersi la vita nonostante i suoi soli 19 anni. Lo ha fatto nel modo più tragico ma anche in quello simbolicamente più significativo. Giuliano, ragazzo del quale omettiamo il cognome per rispetto nei confronti del gesto e della famiglia, era una matricola dell’università di Palermo.

Ha trovato la morte sul selciato del terrazzo della facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle scienze la cittadella universitaria palermitana. Nessun motivo apparente ma questo ennesimo dramma fa’ di Lettere la ‘Facoltà della Morte’. Si tratta del terzo drammatico suicidio di un giovanissimo non solo in quella facoltà ma da quella finestra.

L’ultima tragedia è del 2010. Proprio da li decise di togliersi la vita Norman Zarcone. Ma prima di lui un altro ragazzo del quale non c’è memoria pubblica, mise in scena l’estremo gesto.

Giuliano avrebbe deciso di farla finita all’improvviso. Era a lezione di inglese insieme ad altri colleghi. Frequentava, infatti, il corso di mediazione linguistica. Dopo un quarto d’ora, però, ha preso il telefono, lo ha guardato ed è uscito dall’aula. Gli inquirenti stanno cercando di capire se possa aver ricevuto un messaggio o visto qualcosa su un social network che lo ha sconvolto. I colleghi hanno pensato andasse a prendere un caffè. invece ha raggiunto il settimo piano, ha aperto la finestra e si è lanciato nel vuoto.

A scoprire cosa era successo è stato il segretario di facoltà chiamato dagli inserviente che avevano sentito un tonfo senza comprendere. aperti gli accessi alla terrazza solitamente interdetta, la macabra scoperta. Dietro di se ha lasciato uno zainetto ma non c’è traccia di messaggio o di una motivazione per il gesto.

I colleghi non sanno spiegarselo ma nessuno lo conosceva bene. tutte matricole iniziavano solo ora a conoscersi fra loro. scene drammatiche in facoltà all’arrivo della madre della vittima (momento a cui si riferisce la fotografia). L’università è sotto shock. Capannelli di giovani intorno alla facoltà e non soltanto lì.

A confermare che si è trattato di un suicidio, oltre le testimonianze dei ragazzi, anche la stessa università. Il rettore Fabrizio Micari, è accorso in viale delle Scienze, immediatamente. “Voglio manifestare – dice – la mia più profonda compassione da padre di una ragazza coetanea di questo nostro studente e da rappresentante della comunità accademica, ed esprimere grande vicinanza alla famiglia per questa tragedia che ancora una volta ci fa riflettere sulla fragilità dei nostri giovani, sulla necessità di sostenerli nel loro percorso umano e di studio, e sul nostro doveroso impegno a dare loro fiducia nel futuro, nel merito, nel pieno soddisfacimento delle loro attese”.

Sulla tragedia sono in corso indagini. Bisogna comprendere se risponda al vero quanto raccontano i colleghi ovvero che il giovane fosse seguito da un psichiatra. Resta l’allarme sociale creato da ben tre suicidi di giovanissimi all’Università di Palermo nell’arco di pochi anni.

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Cinque anni fa, il 13 settembre del 2010, il giovane dottorando Norman Zarcone, si lanciò, a soli 27 anni, anche lui dal settimo piano della facoltà di Lettere perché non vedeva il futuro che sperava in ambito accademico.