Una donna di 51 anni  è precipitata da una finestra in via Mario Orso Corbino a Palermo. La donna è morta sul colpo finendo sul tetto di una macchina.

Non si sa se la donna si sia buttata o sia caduta. Nello stesso stabile vive la madre.Le viveva al secondo piano, mentre la madre vive al quarto piano.

Sconcerto nell’apparato burocratico regionale essendo la vittima parente di un funzionario impegnato in questi ultimi anni in ruoli di primo piano.

Nei giorni scorsi un’altra tragedia si era verificata in via Sciuti a Palermo, la zona del capoluogo quella apparentemente senza problemi economici, dove vive tanta gente nota e benestante è rimasta scossa dalla morte di un sottoufficiale dell’esercito in pensione che faceva servizio al quarto reggimento Genio di Palermo che abitava al civico 180.

Ieri pomeriggio Vincenzo Beninati, 59 anni, padre di due figli di 25 e 27 anni è caduto giù dal quinto piano di quel palazzo con un biglietto che teneva tra le mani.

Un piccolo foglietto di carta, dove oltre alle scuse per il gesto pare ci fosse scritto chiamare Beninati. Terribile la scena che si è presentata a quanti vivono nella zona e ai familiari disperati per un gesto terribile e incomprensibile.

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Uno di quei gesti che impossibile da comprendere da accettare, di quelli che ultimamente nel massimo silenzio e nella massima disperazione si ripetono con troppa frequenza.

Per gli agenti della polizia è stata una lunga giornata per cercare di capire cosa sia realmente successo. Tante inizialmente le ipotesi. Ieri davanti a tanti curiosi è andato in scena il rito delle indagini.

L’arrivo della polizia. Poi del medico legale. Della scientifica. Bisognava fugare il minimo dubbio per cercare di dare le risposte a quel gesto. Gesto che resta privato. Molto privato in una morte pubblica avvenuta davanti a decine e decine di persone.