Atri tagli di posti di lavoro in Sicilia. Nell’elenco delle numerose aziende che negli ultimi mesi hanno chiuso i battenti, questa sera si aggiunge un nuovo nome, quello della Redax s.r.l. Oggi, infatti, è l’ultimo giorno di lavoro per i 43 lavoratori, dopo si aprirà la procedura di mobilità. Già dal novembre scorso, la Redax, che produce materiale biomedicale, ha annunciato la chiusura dell’impianto industriale di Trapani per trasferire lo stabilimento a Poggio Rusco (Mantova).

A renderlo noto è la Filctem Cgil di Trapani che, insieme alla Femca Cisl e alla Uilcem Uil, dopo mesi di trattative e diversi incontri all’Ufficio provinciale del lavoro è riuscita a raggiungere un accordo con i rappresentanti della società che prevede l’apertura della mobilità per tutti i lavoratori in forza nell’impianto industriale di Trapani e l’obbligo di riassunzione dei dipendenti della Redax da parte dell’azienda che prenderà in locazione o acquisterà lo stabilimento.

Hanno perso ormai ogni speranza i 43 dipendenti della Redax: «Oggi è il nostro ultimo giorno di lavoro – riferisce un dipendente ai microfoni di BlogSicilia – coloro che accetteranno di trasferirsi a Poggio Rusco verranno riassunti, altrimenti, per coloro che sceglieranno di rimanere, e siamo in tanti, forse la maggiorparte, non c’è futuro».

La Filcetm Cgil che sin dall’inizio della vertenza, malgrado le smentite da parte dei rappresentanti della società, aveva sostenuto che le intenzioni della Redax erano quelle di chiudere lo stabilimento continua a ritenere inammissibile che una società che ha usufruito dei finanziamenti pubblici derivati dalla legge 488 decida di spostare le attività in un altro territorio godendo di ulteriori benefici pubblici.

«Ciò che hanno messo in atto i vertici della Redax – ha detto il segretario della Filctem Cgil Domenico Rizzo –  non è un semplice trasferimento ma una vera e propria chiusura di un impianto industriale che garantiva occupazione a quarantatré lavoratori che, da domani, saranno senza lavoro».

Sempre nella provincia di Trapani, dopo la chiusura di Grande Migliore un’altra grande azienda è in procinto di chiudere i battenti.  La società di multiservizi MegaService, società a capitale pubblico di cui oggi l’Ente Provincia detiene il 100% della partecipazione azionaria,  non paga gli stipendi ai dipendenti da ben tre mesi. I lavoratori, già dalla giornata di ieri, hanno annunciato lo stato di agitazione a tempo indeterminato. La Cgil, la Cisl e la Uil hanno programmato, inoltre, per lunedì 5 marzo, dalle 14 alle 16, nella sede della MegaService, un’assemblea sindacale dei lavoratori per tracciare il percorso delle iniziative da mettere in campo per garantire le prospettive occupazionali di tutti i dipendenti.