Autobus strapieni che lasciano a piedi, a intervalli regolari, decine di passeggeri. Succede nel Palermitano e in particolare a Terrasini e Cinisi. La compagnia è la Segesta autolinee di Alcamo, una delle ditte che nella Sicilia Occidentale ricevono finanziamenti dalla Regione per assicurare il trasporto pubblico locale. Un caso di disservizio che testimonia la situazione di estrema difficoltà del settore in tutta l’Isola con la quale devono fare i conti ogni giorno le migliaia di pendolari siciliani.

L’ultimo episodio si è verificato stamattina alle 9.40: alla fermata di Cinisi una decina di persone, tra studenti e lavoratori, speravano di raggiungere Palermo e invece sono stati informati dall’autista che sull’autobus c’era posto soltanto per due di loro.

Quello di oggi non è caso isolato. “Ormai ho rinunciato a provare prendere la corsa delle 7 del mattino – spiega una studentessa. – L’autobus arriva spesso pieno da Partinico e si rimane a piedi anche a Terrasini (fermata precedente a quella di Cinsi, ndr)”.

L’autista, con le persone rimaste a terra, si è giustificato dicendo che ha più volte segnalato la situazione ai suoi vertici aziendali ma nessuno ha mai preso provvedimenti per evitare i disservizi.

L’azienda replica che i disservizi sono diretta conseguenza del taglio delle risorse regionali del 20%, avvenuto il 1 gennaio 2012, sul contratto di concessione firmato con l”assessorato regionale ai Trasporti che scadrà nel 2015. “Siamo stati costretti a tagliare delle corse – spiega Mario Nicosia, responsabile della Interbus (azienda che comprende anche Sicilbus, Etna trasporti e Segesta) – ma si trattava di autobus aggiuntivi che non erano compresi nell’accordo con la Regione Siciliana. Un taglio pesante se si considera che il corrispettivo chilometrico che ricevono le aziende di trasporto privato in Sicilia è inferiore rispetto alle altre regioni italiane”.

“La Regione – aggiunge Nicosia – ha indicato alla nostra associazione di categoria di tagliare le corse nei giorni festivi e dopo le ore 16”.

Un problema quello dei tagli al trasporto pubblico locale che potrebbe ripercuotersi i particolare sui piccoli centri dell’Isola e sulle province più isolate, come quelle di Enna e Caltanissetta e Agrigento.

Nino Bartolotta, assessore regionale ai trasporti, è consapevole dei molti disservizi sul trasporto pubblico locale che si stanno verificando nell’Isola e giovedì incontrerà le associazioni di categoria delle aziende private per discutere del pregresso che la Regione deve ancora erogare per lo svolgimento di questo servizio. “Subito dopo l’incontro di giovedì convocherò un tavolo con le aziende per discutere come rimodulare le corse degli autobus in seguito ai tagli. L’obiettivo – spiega Bartolotta – è creare meno disagi possibili ai cittadini. Inoltre, per ogni singolo disservizio che ci è stato segnalato, convocherò le aziende interessate per chiedere spiegazioni”.

Intanto nel bilancio triennale di previsione (2013-2015) della Regione Siciliana è indicato che saranno destinati 177 milioni al trasporto pubblico locale. Si prospetta quindi un taglio del 20%: fino al 2011 erano 222 milioni.