Trent’anni fa moriva Giuseppe Fava. Il giornalista venne ucciso a Catania dai killer della mafia, la sera del 5 gennaio 1984 davanti l’ingresso del teatro Verga, lungo la via che adesso porta il suo nome. Stava per entrare in quello che era diventato il ‘suo’ teatro che lo vedeva impegnato per la sua produzione di drammi e commedie. Oggi, come avviene dall’anno successivo all’assassinio del giornalista, sono stati deposti dei fiori nel luogo in cui venne assassinato Fava.

“Nel 1984 – ha detto il sindaco Enzo Bianco incontrando i giornalisti dopo avere deposto una corona d’alloro – Pippo Fava era solo a denunciare che a Catania era arrivata la mafia. C’era la parte dominante della città, anche le sue istituzioni, che voltava la testa dall’altra parte. Oggi non è più così, ma come allora c’è un vento pesante su Catania, un vento di illegalità, di poteri criminali, di collusioni di interessi. E questa città per risollevarsi ha bisogno di ritrovare innanzitutto la strada della legalità e del rispetto delle regole”.

“Ecco perché – ha aggiunto Bianco – ricordare Pippo Fava oggi non rappresenta soltanto una testimonianza dovuta a un grande catanese, coraggioso fino al massimo sacrificio, ma anche la possibilità di farne un esempio, di trovare in lui quell’ispirazione, quella lucidità, quel sorriso alla vita che è condizione essenziale per combattere la battaglia del riscatto della nostra terra. È importantissimo consegnare la sua memoria ai catanesi di oggi”.

Alla cerimonia di stamani era presente anche il questore Salvatore Longo e con Bianco c’erano i componenti della Giunta e il presidente del Consiglio comunale, Francesca Raciti accompagnata anche da alcuni colleghi consiglieri.

Oggi pomeriggio, invece, sul luogo in cui si consumò una delle pagine più amare della storia di Catania, si ritroveranno, oltre alla autorità cittadine, i figli del cronista ucciso Claudio (oggi parlamentare di Sel) ed Elena e soprattutto di tanti catanesi che non hanno dimenticato l’azione condotta dal giornalista nella sua costante ricerca della verità.

Ieri il Teatro Stabile di Catania ha ricordato il cronista con “Tutti in scena – Giuseppe Fava, l’uomo, il suo teatro’ mentre a Palazzolo Acreide, città d’origine di Fava,  è stato consegnato il premio che porta il suo nome riservato ai giovani giornalisti. Ad essere premiata è stata la giovane cronista Ester Castano, che ha denunciato gli intrecci tra ‘Ndrangheta e politica nel comune lombardo di Sedriano, sciolto per infiltrazioni mafiose.

Il giornalista sarà ricordato anche in tv: alle 21.30, andrà in onda su Rai 3 il docufilm I “Ragazzi di Pippo Fava” già proiettato in anteprima a Catania lo scorso 23 dicembre al Teatro Bellini.

Intanto l’esponente de ‘La Destra- Alleanza siciliana’ Manfredi Zammataro, in un nota,  fa sapere che insieme all’associazione antiracket e anti usura ‘Obiettivo Legalità’ ha formalizzato al Comune di Catania la proposta di istituire una borsa di studio per giovani giornalisti in onore di Pippo Fava.

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