“E’ incredibile che un esponente del governo si lamenti del suo stipendio, di fronte al dilagare del disagio sociale, di fronte al fatto che ci sono migliaia di lavoratori senza neanche tutele sociali. Ci vorrebbe più senso della misura e certamente maggior buon gusto,  evitando certe esternazioni”.

Lo dice Elvira Morana, della segreteria della Cgil Sicilia a proposito delle dichiarazioni dell’assessore regionale al lavoro, Ester Bonafede, in merito agli stipendi degli assessori tecnici.

“Il governo e gli assessori tecnici- aggiunge Morana–  dovrebbero occuparsi di risolvere, ad esempio, il problema degli esodati regionali  della Resais (competenza dell’assessore alle attività produttive), che finiscono il periodo di mobilità  e sono fuori dalle nuove regole, quindi senza pensione né retribuzioni”. Morana sottolinea che “è con questo mondo del lavoro in difficoltà, per il quale il governo dovrebbe adoperarsi, che l’assessore dovrebbe fare i paragoni, o almeno tacere. Non con i deputati regionali e i loro stipendi – conclude- rispetto ai quali certamente si sarebbe potuto fare di più in una logica di spending rewiew”.

“Il presidente della Regione intervenga sull’assessorato regionale al Lavoro e zittisca l’assessore Ester Bonafede”. Si rivolge al governatore Crocetta il segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava, a proposito della “sparata dell’assessore che con le sue superficiali dichiarazioni sugli stipendi degli assessori tecnici, rischia di gettare benzina sul fuoco della disperazione sociale”. “Certe esternazioni – afferma Bernava – pongono un problema di etica pubblica e mostrano scarsa responsabilità del ruolo di assessore”. Ma la Cisl punta il dito anche sulla gestione dell’assessorato. “Fermo restando – precisa il segretario – che le questioni del governo competono ai partiti e alla politica”. Ma è evidente che nella conduzione dell’assessorato c’è stato “un deficit, una inadeguatezza di fronte alla gravita della crisi economica e sociale”. L’assessorato al Lavoro ha brillato per “ritardi e incomprensione”, rimarca la Cisl: dalla Cig in deroga alle politiche per la famiglia e la povertà alle grandi vertenze del lavoro ai servizi per l’impiego. Ed errori di impostazione si rilevano pure riguardo al Piano garanzia giovani. Così, quella dell’assessorato al Lavoro è, per la Cisl, “una priorità che il presidente da una parte, la politica dall’altra, devono mettere all’ordine del giorno”

“L’assessore Bonafede avrebbe fatto meglio a tacere piuttosto che lamentarsi dell’entità del suo stipendio da assessore – aggiunge del deputato del Pd Gianfranco Vullo -. La spending review è una cosa seria ed era ovvio che dovesse riguardare anche gli assessori regionali. Le sue frasi sono non soloinopportune ma anche irriguardose nei confronti dei siciliani e di tanti lavoratori che percepiscono molto meno di quanto la Bonafede da assessore merita. Mi pare che in diverse occasioni l’assessore al Lavoro abbia lasciato a desiderare nella sua attività di governo ed addirittura si sia resa protagonista di atti, che al di fuori di bandi pubblici, beneficiavano soggetti secondo il metodo del motu proprio, salvo poi ritirarli prendendo atto che ciò era vergognoso”.

E sull’assessore piovono le critiche anche del suo partito:  “L’esternazione dell’assessore Bonafede sul suo compenso è stata obiettivamente infelice. E’ bene ricordare – sottolinea il presidente dei deputati centristi Lillo Firetto – che lo stipendio degli assessori tecnici siciliani è uguale a quello dei loro colleghi tecnici di tutta Italia. L’Udc ha convintamente sostenuto la spending review e fortemente voluto le riduzioni che l’assessore lamenta e si impegnerà ancora sulla linea del rigore e della sobrietà”.

“E’ utile – conclude Firetto – che in questo momento di difficoltà per tante famiglie ed imprese, tutti misurino parole e comportamenti”.

Ma a distanza di poco meno di 24 ore arriva la nota di precisazione dell’assessore Bonafede 

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