In una villa di un facoltoso signore palermitano è stato ritrovato l’ascensore di una delle case più belle della Spagna: Casa Batllò che sorge a Barcellona, al civico 43 del Passeig de Gracia.

L’edificio è anche chiamato “Casa delle ossa” dagli abitanti della città in quanto ha una struttura che ricorda quella delle ossa. Questo motivo si può notare su tutto l’edificio esterno dove i balconi sembrano maschere che proiettano immagini a forma di teschio e le colonne che li sostengono sembrano distintamente delle osse.

Non parliamo di una casa qualsiasi ma di un esempio unico al mondo, opera del genio dell’architettura catalana Antoni Gaudì, architetto visionario modernista di Barcellona (Art Nouveau) che, durante il primo periodo del secolo scorso, ha abbellito la città con edifici straordinari e bellissimi di cui 7 sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1904.

Josep Batlló, altolocato industriale del settore tessile, affidò a Gaudí l’incarico di rimettere a nuovo un modesto palazzo acquistato l’anno precedente. Il signor Batlló viveva nei due piani inferiori dell’edificio con la sua famiglia mentre i piani superiori vennero affittati come appartamenti. Tempo fa un facoltoso signore palermitano contattatò Andrea Speziali, un ragazzo di 27 anni, per mostragli una “cabina” in legno intarsiato, istoriato da vetri colorati, una vera e propria meraviglia. Speziali, nonostante la giovane età, è un appassionato dell’Art Nouveau, dello stile Liberty al punto di essere diventato uno dei pochi veri intenditori al mondo.

Dopo varie valutazioni sul legno, i colori, la fattura e dopo aver fatto dei confronti con immagini di tutte le dimore più famose di Spagna Speziali ha ‘sentenziato’ che l’oggetto ritrovato altro non era che una cabina commissionata da Gaudì all’Architetto della sua scuola Lluìs Domènech i Montaner.

Casa Batllò è conosciuta in tutto il mondo per le sue strane caratteristiche come il tetto a forma di drago, le soffitte a ventre di balena. Anche la Sagrada Familia, uno dei monumenti più visitati della Spagna è opera di Gaudì.

Sembra sia stato il figlio di un imprenditore italo-spagnolo a trasportare, durante il periodo del regime franchista, la cabina da Barcellona a Palermo, residenza della sua famiglia. Adesso spetterà ai ministeri culturali italiano e spagnolo sottoporre il reperto ai massimi esperti e ai critici spagnoli del periodo modernista per stabilirne l’autenticità. Forse, come dice Annalisa Siani, è arrivato il momento che la cabina , dopo essere stata per tanti anni dimenticata in una villa, possa essere offerta alla visibilità di tutti e diventare quello per cui era stata creata: un ascensore per il Paradiso