Continua l’inchiesta sulla presunta maxitruffa da 104 milioni che sarebbe stata perpetrata dalla banca d’affari giapponese “Nomura” nei confronti della Regione Siciliana. Un altro sequestro da sei milioni 900 mila euro è stato eseguito dalla guardia di finanza.

La somma, bloccata presso l’Unicredit, rappresenta la rata semestrale che l’amministrazione di Palazzo d’Orleans deve alla Nomura, in esecuzione del contratto di swap, per la ristrutturazione del debito pubblico siciliano: poiché i pm Daniele Paci e Sergio Demontis ritengono illecito il pagamento e tutto il contratto, hanno disposto il sequestro preventivo, convalidato dal Gip e impugnato da Nomura.

Dopo questo primo sequestro, nei giorni scorsi sono stati congelati beni per 104 milioni della stessa Nomura e di sette indagati, tra i quali i manager finanziari Marcello Massinelli e Fulvio Reina, già mandatari elettorali e consulenti economici del presidente della Regione, Totò Cuffaro. Anche l’ex senatore del Pid è indagato per corruzione, ma non ha subito il sequestro: Cuffaro è già in carcere per scontare una condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato dall’agevolazione di Cosa nostra, nel processo “talpe in Procura”.

Intanto, per gli ulteriori sviluppi dell indagine, sono in corso le audizioni di nove testimoni, tra i quali l’ex assessore regionale alla Sanità, Ettore Cittadini, noto cattedratico, uno dei padri della fecondazione assistita, e il ragioniere generale della Regione, Vincenzo Emanuele.