Dovrà risarcire oltre 3 milioni e mezzo di euro corrispondenti all’importo di una presunta truffa all’Unione Europea.

La Corte dei Conti ha condannato al risarcimento un imprenditore trapanese. Si tratta di Vito Marino, noto anche perché figlio del boss Girolamo Marino detto “Mommo ‘u nano”, ucciso nel novembre del 1986.

L’inchiesta riguarda una truffa ai danni dell’Unione Europea e della Regione siciliana per ottenere contributi europei a valere sui fondi del Piano di sviluppo rurale 2000/2006 a favore della cantina sociale “Rinascita di Paceco”. Secondo l’indagine, l’imprenditore, assieme ai commissari liquidatori della cantina, sarebbe responsabile dell’indebita percezione di questi fondi e tutti sono stati condannati a risarcire un danno erariale di 3.776.500 euro.

Il danno erariale è solo uno dei problemi giudiziari dell’imprenditore. Vito Marino, 49 anni, assieme al cugino Salvatore è accusato della strage di Brescia del 28 agosto 2006, quando furono uccisi l’imprenditore immobiliare Angelo Cottarelli, suo figlio Luca, di 17 anni e la sua convivente polacca. Una vicenda che sarebbe legata alla medesima truffa. L’ipotesi investigativa è che Cottarelli avesse favorito il raggiro emettendo fatture false e che avesse poi deciso di tirarsi indietro e per questo sarebbe stato ucciso.

Nel provvedimento la Corte dei Conti scrive che “attraverso una serie di società di comodo sostanzialmente insolventi che si sono interposte nei passaggi tra il produttore ed il reale beneficiario è stato gonfiato il valore dei beni acquistati e delle prestazioni rese attraverso false fatturazioni”.