La truffa ai danni della Regione Siciliana è stata realizzata ricorrendo ad artifici e raggiri messi in atto attraverso un’operazione di cartolarizzazione dei crediti sanitari e di tre complesse operazioni di finanza.

Gli indagati per truffa sono sette: tre professionisti palermitani Fulvio Reina, Marcello Massinelli, titolari della società di intermediazioni Lm Consulting, e Marco Modica De Mohac, presidente del Consorzio aziende sanitarie siciliane. Sotto inchiesta anche i manager della sede londinese di Nomura Armando Vallini, Andrea Giordani, Stefano Ghersi e Arturo De Visdomini. Sotto sequestro anche 23 terreni, 27 fabbricati e 13 società.

I tre professionisti sono stati denunciati anche per evasione fiscale internazionale, essendosi avvalsi di società interposte per sottrarre all’imposizione dello Stato italiano gli ingenti compensi incamerati.

Le indagini tuttora in corso sono finalizzate anche ad individuare le eventuali illecite dazioni di denaro in favore dei referenti politici che hanno consentito la conclusione di tre contratti.

La truffa scoperta in seguito a un’articolata indagine del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, delegata dalla Procura di Palermo, dai pm Daniele Paci e Sergio Demontis, coordinati dal procuratore capo Francesco Messineo e dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo per un importo complessivo di 104.534.414,01 di euro emesso dal Gip del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, nei confronti della banca d’affari internazionali Nomura international plc.

Le indagini hanno accertato la responsabilità amministrativa della banca d’affari giapponese Nomura plc per per i reati di truffa posti in essere da propri funzionari e dirigenti, reato che ha cagionato alla Regione Siciliana un danno che può stimarsi intorno ai 175 milioni di euro.

L’inchiesta trae origine dall’operazione di cessione dei crediti sanitari per circa 630 milioni di euro vantati dalle strutture sanitarie siciliane nei confronti della Regione Siciliana.

Nella prima fase dell’inchiesta, le Fiamme Gialle palermitane hanno dapprima esaminato la vicenda della cartolarizzazione dei crediti vantati da diversi operatori sanitari (Asl e strutture ospedaliere siciliane) verso la Regione per forniture risalenti agli anni 1995, 1997 e 1998.

L’operazione, in concreto, si è realizzata, a partire dal 2002, attraverso la  cessione dei crediti da parte dei creditori originari – confluiti nel “Consorzio Aziende Sanitarie Siciliane Srl” – in favore della società “Crediti Sanitari Regione Sicilia (C.S.R.S.) S.r.l.” di Milano (c.d. “società veicolo”), emanazione della banca avente sede legale a Londra.

Nell’ambito del contratto stipulato tra detti soggetti privati è stato stabilito un tasso di interesse, assai oneroso rispetto alle condizioni di mercato, che la Regione Siciliana si sarebbe impegnata a pagare alla società cessionaria del

La ricostruzione dell’intera vicenda contrattuale ha fatto emergere, infatti, l’anti-economicità dell’operazione di cartolarizzazione che ha comportato un grave danno patrimoniale per la regione siciliana, stimato in circa 115 milioni.

Il secondo filone dell’indagine ha riguardato la ristrutturazione del debito regionale, effettuato attraverso la sottoscrizione di tre contratti aventi come oggetto strumenti finanziari derivati tra la Regione Siciliana e la banca Nomura plc che ha agito, contestualmente, sia nel ruolo di consulente (advisor) che in quello di controparte contrattuale.

Le indagini hanno dimostrato come il contenuto negoziale dei tre contratti è stato gravemente squilibrato ai danni della Regione che ha patito un danno quantificato in circa 60 milioni di euro.

Grazie alle evidenze investigative raccolte, diversi funzionari della banca d’affari sono stati denunciati per l’ipotesi di truffa ai danni dell’Ente Regionale, delitto aggravato dalla partecipazione al fatto di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato.

La responsabilità degli indagati risiede nell’aver maliziosamente taciuto circostanze rilevanti circa il contenuto dei contratti tali da indurre in errore i funzionari della Regione circa la convenienza economica dell’operazione.

I riscontri investigativi, sviluppati anche attraverso l’attivazione di rogatorie internazionali, hanno accertato che una parte dei profitti illeciti è stata destinata da Nomura plc a due società off-shore, con sede in Irlanda e nelle Isole Vergini Britanniche, riconducibili a due procacciatori d’affari palermitani.

In forza di tale contratto, i due professionisti hanno percepito, anche attraverso corresponsioni estero su estero, circa 20 milioni di euro. Dall’analisi dei flussi finanziari le Fiamme Gialle hanno rilevato che una quota dei profitti è stata accreditata presso banche situate in Svizzera per essere poi recapitati ai diretti interessati.

Con il provvedimento emesso dal gip, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, nelle località di Palermo, Milano, Roma, Genova, Nuoro, Sassari, Grosseto ed Agrigento, hanno proceduto ad eseguire il sequestro di 54 beni immobili e mobili registrati, quote societarie detenute in 13 società, disponibilità finanziarie e crediti finanziari, per un valore complessivo di 104.534.414 euro nei confronti dei responsabili obbligati in solido in relazione al conseguimento dell’illecito profitto.