Valguarnera come l’antica Agyrion (Agira)?

Forse potrebbe!

Mentre il turismo della Provincia stenta a decollare, sebbene le nuove scoperte in zona Villa Romana del Casale e di Agira, abbiano restituito al centro Sicilia un po’ di storia.

Il turismo a Valguarnera non decolla e molti credono che sia colpa della poca influenza politica su temi come lo sviluppo archeologico locale. Il villaggio neolitico di contrada Marcàto ha subìto danni incredibili dalla costruzione di nuove abitazioni. Il museo è ancora una targa su quattro mura; zone come Le Grotte di Baldasarre, Cozzo Cafèci e Rossomanno sono state lasciate in balia di tombaroli…

Ma la speranza è l’ultima a morire. Almeno così la pensa il Comune di Valguarnera che, per bocca del Sindaco, così aveva risposto durante la nostra intervista del 21 luglio:

Sì, è vero le amministrazioni sono state distratte rispetto a questo problema, in questi giorni abbiamo avuto un incontro con docenti universitari della facoltà di archeologia e insieme a una nostra concittadina stiamo studiano come valorizzare i ritrovamenti di c.da Marcato; il museo sarà finalmente  e seriamente aperto, debbono completare l’impianto di video sorveglianza. Con esperti e gli organi di vigilanza nel settore dei beni archeologici stiamo lavorando per riprendere gli scavi di c.da Dolei, Marcàto e studiare il nostro territorio dal punto di voista archelogico. Stiamo provando a coinvolegere giovani ricercatori delle università siciliane e non ( è una scomessa alla quale crediamo).

Ad Agira ci sono riusciti in maniera soddisfacente, coinvolgendo le Università e alcune Associazioni, riscoprendo la perduta Agyrion di cui tanto rimase colpito Marco Tullio Cicerone.

A Valguarnera ci provò per la prima volta il compianto Monsignor Giacomo Magno, grande esperto di archeologia e di storia antica, invitando svedesi e americani a scavare a Rossomanno e dintorni. Non vennero, anche se i maggiori reperti recuperati dalle campagne di scavo dei tombaroli, furono donati al musero di Siracusa.

Eppure il territorio valguarnerese è un’autentica miniera d’oro! Sia dentro che fuori l’abitato, le tracce del passato sembrano comunque chiarissime.

Dalle primitive Grotte di Baldasarre, ove sulla cima si ergeva una piccola piramide di pietre, alle tombe a grotticella sullo strapiombo dell’ex Castello. Il villaggio neolitico di c.da Marcàto che in realtà si estendeva ove attualmente sorge il centro del paese; le edìcole votive dedicate agli dei delle sorgenti; cozzo Dalei; cozzo Monterascati; la necropoli di Rossomanno e il Conventaccio!

Si parla di un enorme patrimonio ancora sottoterra, lasciato insolitamente alla mercè di tombaroli senza scrupoli, che può in un colpo solo risollevare l’economia dell’entroterra e creare un autentico polo turistico alla pari di Piazza Armerina e Aidone.