Sono stati revocati ieri gli arresti domiciliari a Matteo Tutino, il primario dell’unità Operativa di chirurgia plastica di Villa Sofia – nonché medico personale di Rosario Crocetta – arrestato lo scorso giugno nell’ambito di una inchiesta su Villa Sofia avviata nel 2013 coordinata dal procuratore aggiunto, Leonardo Agueci, e diretta dal sostituto procuratore, Luca Battinieri.

Tutino, per cui rimane l’obbligo di dimora, è accusato di truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso. Pochi giorni dopo l’arresto il medico era rimasto coinvolto anche nella bufera scatenata dall’articolo dell’Espresso in cui i giornalisti palermitano Piero Messina e Maurizio Zoppi, hanno pubblicato la notizia dell’esistenza di una intercettazione telefonica tra Tutino e il presidente della Regione Rosario Crocetta, in cui il medico avrebbe detto al Governatore «Lucia Borsellino va fatta fuori come suo padre».

Intervistato stamane da MeridioNews Tutino dichiara: “Aspetto con felicità il momento di poter ritornare a lavorare i miei avvocati gestiranno adesso i miei aspetti lavorativi. Io ho totale fiducia nella giustizia e ad essa mi abbandono”. 

«Alcune cose intendo intanto chiarirle – dice a MeridioNews l’avvocato Maria Romana De Vita che assiste il dottor Tutino insieme all’avvocato Salvino Mondello -, la Cassazione accettando parte del ricorso, ha permesso già nei giorni scorsi al mio assistito di ricevere persone e potere comunicare con l’esterno, è stato infatti modificato il reato per la falsa dichiarazione in reato minore».

L’avvocato continua: “E’ certamente una cosa positiva il fatto che l’istanza l’abbia fatta la Procura stessa. Se ci aspettiamo che la Procura chieda l’archiviazione? Ne sarei felice ma sono scettica, e comunque mi sembrerebbe una grave contraddizione. Da domani – aggiunge il legale – Tutino ha l’obbligo di presentarsi davanti al datore di lavoro. Già il 29 settembre erano scaduti i termini per la misura relativamente al reato di truffa, era in piedi solo sulla contestazione dei falsi, ovvero le cartelle cliniche, che non sono state redatte dal dottore Tutino che in quel periodo peraltro non era primario”.

In merito al peculato, poi l’avvocato precisa che l’accusa è di peculato d’uso, cioè Tutino è accusato di avere consumato energia elettrica per avere fatto interventi o parte di essi di natura estetica, “l’energia elettrica non è un bene che puoi restituire – continua il legale – , si consuma all’istante, dunque non rientra nell’ambito del peculato d’uso». Adesso saranno chiariti i fatti contestati “Tutino ha lavorato in un clima di grave conflittualità, eccessiva, che non ha giovato a nessuno – conclude -. Attendiamo ora l’avviso di conclusioni indagini che non abbiamo ancora ricevuto”.