Il Crocetta quater non è ancora nato e già è nella bufera. Delle tante previsioni della vigilia l’unica rispettata è stata quella dell’esclusione di Giovanni Pizzo che a questo punto potrebbe perfino rivendicare qualcosa (anche se non lo farà).

La lista degli scontenti è lunghissima. Il primo dell’elenco è il segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti. Manca infatti in giunta un assessore in rappresentanza dell’area del partito guidata dal vice presidente dell’Ars, Giuseppe Lupo.

Nelle previsioni della vigilia invece del presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, era prevista infatti la deputata regionale Marika Cirone. Raciti ha parlato subito di errore del governatore, mentre Crocetta si è affrettato subito a sconfessarlo, chiedendo un incontro al segreatrio del Pd per discutere della mancata presenza in giunta delll’area Lupo.

Anche da Sicilia Futura piovono le critiche al Crocetta quater. Il movimento ispirato dall’ex ministro Totò Cardinale vicino a Matteo Renzi e a Davide Faraone ma esterno al Pd, eppure ha incassato la conferma in giunta di Maurizio Croce.   “Non riscontriamo nessun accordo sul programma, nessuna certezza sulle risorse e alcuna regola per il futuro – afferma Nicola D’Agostino, coordinatore regionale di Sicilia Futura. – Si è preferito mettere tutti davanti al fatto compiuto con una corsa alle poltrone dal sapore più che antico, vecchio! Ci appare evidente che questo non è un governo che ha la solidità per affrontare le emergenze e concludere la legislatura, per assenza di equilibrio politico. Non entriamo nel merito delle singole scelte, ma non comprendiamo quale sia la novità politica. Convocheremo gli organi del partito per valutare la proposta anche per quanto ci riguarda, ma le prime impressioni e sensazioni appaiono molto negative. Stante così le cose il nostro interesse per questo presidente, per questa maggioranza e per questo governo è pari a zero. Non rimarrebbe a questo punto altra strada che l’opposizione”.

Anche l’area socialista non nasconde la delusione. Il Psi-Megafono puntava sull’ingresso in giunta di Giovanni Di Giacinto, e invece Crocetta gli ha messo in quota la confermata Cleo Li Calzi. “Prendiamo atto della composizione del nuovo governo da parte del presidente Crocetta, ma constatiamo che nessun rappresentante del nostro gruppo è stato designato né tra i politici né tra i tecnici”, si legge in una nota dei quattro deputati. Marco Forzese invece si discosta dalla posizione dei suoi colleghi di gruppo e plaude alla scelta di Crocetta: “Sono lieto della nomina di Antonio Fiumefreddo ad assessore regionale, tra i tecnici scelti dal presidente della Regione. Conosco la sua passione e le capacità amministrative e ritengo che potranno essere utili alla Siciia ed alle riforme che il governo Crocetta dovrà completare. Mi stupisce invece il distinguo dei miei colleghi del gruppo parlamentare Megafono-Pse che ieri con me hanno avuto un incontro con il presidente Rosario Crocetta”.

Ncd continua invece a prendere le distanze dal governatore. Anche se il neo assessore ai Beni culturali e l’identità siciliana, il tecnico Carlo Vermiglio, è attribuito al partito di Angelino Alfano, il coordinatore siciliano Giuseppe Castiglione si è affrettato a smentire.

Ma c’è anche chji se la prende col proprio partito, il Pd: “Il governo appena varato non appare quello del rilancio tanto atteso, si doveva puntare a un governo politico di fine legislatura, è nato il caos. Il Pd non convocando gli organismi di partito – dice il deputato Mariella Maggio – e inseguendo logiche correntizie ha finito col produrre una proposta di governo priva di forza politica e programmatica. Alla luce delle tante fibrillazioni interne nel tentativo di recuperare l’unità e la credibilità del partito bisogna subito convocare gli organismi dirigenti”.