Crocetta gioisce ma la sua finanziaria non piace a nessuno a cominciare dal suo ormai ex grande sponsor. Confindustria affida ai giovani la sua critica alla manovra.

“Da poco più di un anno si è insediato il governo Crocetta. Dopo l’iniziale necessaria opera di avvio della macchina amministrativa e burocratica, ci aspettiamo un deciso cambio di passo, -dice il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Sicilia, Silvio Ontario – con investimenti sui giovani, il lavoro e le imprese. Siamo, come sempre, disponibili ad un confronto sulle priorità e le azioni da intraprendere, infatti tutto il comitato regionale è mobilitato, per mezzo delle territoriali siciliane che si stanno confrontando con la classe politica per formulare proposte e partecipare attivamente al dibattito sull’amministrazione della cosa pubblica”.

La nota dei giovani industriali è molto più ampia e riguarda l’intero sistema paese e la finanziaria nazionale.

“C’è poco da cantare vittoria – dice invece il segretario della Cgil Sicilia Michele Pagliaro – ci troviamo in realtà di fronte a un esercizio provvisorio mascherato, come conferma il fatto che per 400 milioni di spesa, destinata a capitoli importanti, si rinvia all’accordo con lo Stato per diminuire i versamenti che la Regione dovrebbe effettuare a luglio come conseguenza della legge Monti e dei provvedimenti successivi”.

“Confermo il giudizio già espresso- aggiunge Pagliaro–  si tratta con evidenza di una finanziaria tappabuchi. Il tentativo di fare della Legge di stabilità una legge omnibus è in ogni caso contestabile, perché le riforme sono altro e vanno discusse, approfondite e concordate con le parti sociali e con tutti i soggetti interessati”. Critico Pagliaro anche per quello che definisce “il tentativo maldestro effettuato con gli emendamenti aggiuntivi, con una modalità certamente anomala, di scavalcare il confronto con le parti sociali e la discussione nel Parlamento”.

 “Una norma vergognosa” esordisce segretario regionale di categoria della Cisl Fp Paolo Montera parlando in particolare della tabella allegata all’articolo 3 della legge di stabilità. Una tabella che, di fatto, congela somme per 400 milioni di euro in vari capitoli di bilancio. Somme che verrebbero erogate solo se la Regione riuscirà a portare a termine l’accordo col governo nazionale sul patto di stabilità. Ma se ciò non avvenisse e non si trovasse l’accordo con Roma i danni sarebbero gravissimi. Tra le somme congelate ci sono quasi 13 milioni del Famp destinato ai dipendenti regionali. Una categoria che in questi anni ha già dato, e abbondantemente. Una categoria, per intenderci, che ha i contratti bloccati da anni e che ha già subito recentemente un’ulteriore decurtazione del salario accessorio. Una decisione inaccettabile”.

“In tema di personale – continua il dirigente sindacale – questo governo ha fallito clamorosamente e sta finendo di distruggere la macchina amministrativa. Già gli scriteriati trasferimenti del personale ed il taglio operato l’anno scorso in modo disorganizzato e disomogeneo del Fondo della dirigenza ha creato problemi evidenti, con dipartimenti bloccati al limite della paralisi”.

E con questa, anche altre scelte del governo hanno scatenato la reazione della Cisl Fp: “Incredibilmente leggiamo – continua Montera – che tra le somme accantonate ci sarebbero anche 479 mila euro del milione e ottocentomila euro previsti per il funzionamento dei musei regionali. Si è parlato tanto, insomma, di garantire l’apertura di questi siti anche durante la domenica e i festivi, e poi si mette a rischio quasi un terzo delle somme previste per il funzionamento”.

Ma non solo. “Vengono accantonati persino – continua Montera – gli stanziamenti per i Ricoveri per i minori e per le Comunità alloggio disabili psichici. Più di otto milioni dei 31 milioni complessivi”.E infine, altro tema spinoso, quello dei precari: “Anche in questo caso, ci sembra folle l’idea di accantonare una somma di quasi 63 milioni sui 236 milioni complessivi”. Cifre che, come detto, potrebbero “saltare” se il governo regionale non chiuderà l’accordo con Roma: “Visto che i deputati e l’esecutivo di Crocetta – conclude Montera – sono così certi che quell’accordo si chiuderà felicemente, perché non hanno deciso di accantonare le somme previste per le loro indennità?”.