“Sono fiducioso che questa nuova compagine di governo sappia finalmente dare segnali seri alla difficile situazione della Sicilia, particolarmente soddisfatto per la riconferma di Lucia Borsellino che ha lavorato bene e controcorrente. Ma per quanto mi concerne, il livello cialtronesco degli attacchi di Crocetta nei confronti del sottoscritto, reo d’avere intrapreso, come presidente della commissione sanità, una battaglia di trasparenza contro una gara multimilionaria che non mi convince e di avere cercato di fare chiarezza sulla torbida vicenda dei direttori generali di Catania, m’impediscono di votare contro la mozione di sfiducia di domani”.

A parlare è Pippo Digiacomo, esponente del Pd e presidente della Commissione sanità all’Ars. le sue sono parole chiare. Lui dirà sì domani pomeriggio, alla sfiducia nei confronti del presidente della Regione “D’altronde – continua – avevo invitato il presidente a presentare pubblicamente le proprie scuse e a fermare quella gara da 126 milioni di euro. Non ha fatto né l’una né l’altra cosa – conclude – ora tragga le conseguenze”.

Digiacomo lo manifesta chiaramente ma il suo non sarà l’unico voto proveniente dalla maggioranza e che confermerà la sfiducia nei confronti del Presidente della Regione. La mozione porta 40 firme, tutte quelle dei deputati dell’opposizione siano essi di centro destra o grillini. Perché la sfiducia venga approvata di voti ne occorrono 46 quale che sia il numero dei presenti in aula.

In teoria (ma solo in teoria) i voti domani in aula dovrebbero già essere 41. Se si aggiungono quelli degli scontenti della maggioranza valutabili proprio in 5, ci sarebbero i numeri esatti per mandare a casa Crocetta e l’intero Parlamento.

Ma la difficoltà è tutta qua. Sfiduciare Crocetta significa andare a nuove elezioni e dunque decade l’intero Parlamento regionale. L’Assemblea regionale farà harakiri. I deputati si suicideranno perdendo indennità e altre tre anni di mandato? difficile a dirsi.

Secondo i conti fatti all’Ars la mozione rischia di non passare neanche se si trovano i 6 (adesso 5) voti mancanti  strappandoli alla maggioranza che sulla carta dovrebbe averne 49 (tolto Digiacomo). Dei 40 firmatari della mozione di sfiducia si annunciano (non ufficialmente) sei assenti. Così facendo non voteranno sì ma neanche no. se si aggiungono i voti dei delusi della maggioranza che potrebbero astenersi o assentarsi anche loro ecco che la mozione è bocciata.

I deputati dell’opposizione assenti, però, dovranno fare i conti con i propri partiti e, c’è da giurarci, con la pubblica gogna predisposta dai grillini che li additeranno alla piazza uno per uno. Un deterrente? forse sì, ma vale quanto 3 anni di indennità?

Tutto sospeso attendendo domani quando si vedrà quanto conta la dignità di ogni deputato e quanto il peso specifico di crocetta, dei suoi assessori nuovi di zecca e delle indennità parlamentari.