Dalla pubblicità al documentario d’autore a scopo sociale. e’ il ‘nuovo corso’ dell’attività di Ambrogio Crespi. Documentari che raccontano ‘storie civili’ dei nostri giorni ma che sono anche linfa per attività benefiche.

La più recente di queste opere è il racconto di un uomo, colui che ha arrestato Totò Riina e che per questo è diventato il simbolo della lotta alla mafia fatta sul territorio e non nei talk show. Un universo che comprende una comunità che aiuta i disagiati, soprattutto minorenni, i “Volontari del Capitano Ultimo”, messa su grazie al cuore di Raoul Bova e delle nazionali attori e cantanti che a suo tempo organizzarono la prima raccolta fondi.

Ambrogio Crespi dopo aver lavorato per diversi anni alla produzione di numerosi spot pubblicitari per le principali aziende italiane e internazionali ora produce docufilm a scopo sociale. Ha iniziato questo ‘filone’, nel 2013 ha realizzato “Enzo Tortora, una ferita italiana”, docufilm che ha portato in tour in giro per l’Italia e l’Europa, e con il quale nel 2014 ha vinto il SIFF (Salento International Film Festival).

L’anno scorso ha presentato al Taormina Film Fest proprio: “Capitano Ultimo, le ali del falco” in cui racconta la realtà dell’associazione creata dal Capitano Sergio De Caprio e che vede la partecipazione di Raoul Bova.

Il ricavato della vendita del documentario va a sostenere le iniziative dell’ “Associazione Volontari del Capitano Ultimo”, organizzazione e casa famiglia al cui sostegno è coinvolto ormai da tempo il noto attore Raul Bova.
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