Contattato di buon ora, il Segretario nazionale di Radicali Italiani, accetta con piacere di farsi intervistare. Come un fiume in piena, l’esponente del partito di Emma Bonino, Marco Pannella e Rita Bernardini, ci dice la sua su vari temi comprese le elezioni di Palermo, lo stato di salute del centrosinistra isolano, la discesa in campo di Leoluca Orlando e immancabile, una ‘corposa’ considerazione sul comatoso stato delle carceri italiane.
Per iniziare, come sta il nostro Paese, Staderini?
“Il nostro Paese soffre di due malattie: la distruzione dello stato di diritto e della democrazia e la rimozione della memoria. Dico questo perche’ nel 2000 presentammo un pacchetto di referendum che aveva ad oggetto anche il mercato del lavoro con dentro l’art. 18, il contratto a termine, part-time e altro ancora. Furono referendum fatti fallire da Berlusconi che disse come si trattasse di referendum comunisti che non andavano votati e così non si raggiunse il quorum. Questo per dire che i temi attuali avrebbero avuto risposta già dodici anni fa e sarebbe stato possibile gestire meglio la transizione…”.
Nel mezzogiorno ed in Sicilia, la questione poi è ancor più pesante.
“La distruzione dello stato di diritto pesa ancor di più nel mezzogiorno. Il sud, la Sicilia in particolare, potrebbe essere molto attraente per capitali e investimenti esteri. Solo che se per recuperare un credito ci vogliono 1500 giorni anziché 200 come in Francia, nessuno evidentemente investirà. Per il mercato del lavoro, poi, in Sicilia, la questione non è tanto la flessibilità ma la possibilità di liberare la capacità dei singoli di fare impresa e al tempo stesso giocare bene la partita sugli ammortizzatori sociali che permetta di creare paradossalmente disoccupazione in settori decotti, da abbandonare, e spostando formazione e nuova occupazione in settori nuovi”.
La mafia comunque è sempre la prima ‘azienda’ del Paese.
“Noi radicali lo diciamo da anni. Se veramente si vuole fare una azione contro le mafie, bisogna passare dalla legalizzazione delle droghe. E’ un fatturato che vale oggi 24 miliardi euro l’anno e che ha consentito alle mafie di inquinare, con questa enorme quantita’ di denaro cash, l’economia legale. Una volta le organizzazioni criminali cercavano referenti nella politica per vincere gli appalti, adesso sono arrivate ad avere loro società grazie agli ingenti flussi di denaro dalla droga, e a vincere da sole gli appalti…”.
Scendendo in politica si avvicinano le elezioni di Palermo.Che idea si è fatto del Pd palermitano?
“La mia impressione e’ che il pasticcio delle candidature nel centrosinistra a Palermo, fotografi la confusione che i partiti vivono. Questo testimonia l’incapacità di chi non e’ stato in grado di riformarsi e di farlo attraverso delle regole. Penso ad esempio che abolendo il finanziamento pubblico ai partiti ci sarebbe una vera riforma perché i partiti sarebbero costretti a conquistare il consenso dei propri iscritti e simpatizzanti per essere finanziati da loro, anziché dallo Stato. Sino a quando sara’ lo Stato, gli apparati potranno imporre i loro candidati. Lo stesso vale per le primarie: o sono disciplinate in maniera rigorosa e aperta o altrimenti rischiano di essere solo una resa dei conti tra correnti interne”.
Intanto Leoluca Orlando si è candidato. Che ne pensa?
“Mi sembra che si stia andando verso qualcosa di gia’scritto. Quando andai a Palermo nel novembre scorso per il congresso del partito liberale europeo proprio su indicazione di Leoluca Orlando, ebbi subito la sensazione che fosse il lancio della sua candidatura a sindaco visto che da tutta Europa fu capace di far venire ministri, commissari europei…”.
Neppure il centrodestra sembra in gran salute.
“Beh, nel Pdl e nel centrodestra credo si siano ripetuti gli stessi errori speculari dell’altra parte politica. Credo che manchi, in generale, una visione di Palermo per i prossimi 50 anni rispetto a questi scontri fra ‘bande’ partitocratiche a cui abbiamo assistito”.
I radicali chi ‘appoggeranno’ ?
“Non abbiamo partecipato alle primarie perchè non ne abbiamo condiviso il ‘percorso’. Certo è che tra i vari candidati, quello che si distingue è Ferrandelli. Lui ha una caratteristica che lo differenzia: e’ un iscritto al Partito radicale non violento transnazionale. Non diamo particolari indicazioni, ma facciamo notare questa differenza che gli altri candidati non hanno…”.
Ultima considerazione, doverosa per un tema a voi radicali molto ‘caro’. Le carceri italiane.
“Le carceri italiane sono, e’ ormai assodato, luoghi di tortura non solo per i detenuti ma anche per chi ci lavora. Si tratta pero’ di una appendice della più importante questione sociale italiana: la bancarotta della giustizia”.
Ovvero?
“Oggi le carceri si trovano in questa situazione perché abbiamo un 40% di detenuti in attesa di giudizio che poi per la meta’ verranno dichiarati assolti e perché i tempi dei processi sono tali per cui i magistrati di sorveglianza, ad esempio, non riescono a gestire quello che e’ il loro dovere: seguire la rieducazione del detenuto che molto spesso viene abbandonato a se stesso trascorrendo 22 ore su 24 nella sua cella. Proprio per questo l’8 aprile ci ritroveremo con tanti operatori delle carceri e rappresentanti della Chiesa cattolica come Don Mazzi, Don Gallo per la seconda marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà”.
Grazie Segretario, buona giornata.