Il vice capogruppo del Pdl all’Ars con grande disponibilità accetta il nostro invito e si lascia cortesemente intervistare. Ballottaggio di Palermo, insuccesso del giovane Costa, ‘cattivi pensieri’ di Lombardo sul ‘suo’ Mpa, stato di salute del Pdl e possibile disponibilità di una sua candidatura alle primarie, se si faranno, per ambire alla poltrona di sindaco di Catania, i temi ‘toccati’ con il giovane ma già navigato politico etneo.
Si avvicina il ballottaggio di Palermo. Il Pdl che indicazioni darà ai suoi elettori?
“Non c’è stato alcun tipo di apparentamento e ritengo che gli elettori siano liberi di fare quello che ritengono più opportuno. Ovviamente, la scelta di Ferrandelli credo che sia assolutamente eretica rispetto ad un percorso intrapreso dal Partito Democratico, ribaltonista, e che non può essere certamente condiviso dal Pdl”.
Come leggere l’insuccesso del giovane Costa?
“Credo che Costa abbia tutte le caratteristiche per potere interpretare quelle istanze di rinnovamento. E’ un ragazzo brillante e preparato. Ha sbagliato completamente la comunicazione, ha sbagliato l’immagine che ha dato di sè a chi, ed erano in tanti, a Palermo ancora non lo conoscevano. Credo quindi che vi sia stato un errore nella conduzione della campagna elettorale”.
Passando al Mpa, Lombardo si ‘lamenta’ del suo partito. che ne pensa?
“Sembra davvero paradossale. Due giorni fa stentavo a credere a ciò che leggevo nelle agenzie.Non un luogotenente di un partito ma il capo indiscusso, il ‘padre padrone’,il fondatore del Mpa, il Governatore della Sicilia, colui il quale ha immaginato un sistema di potere che, di fatto, a distanza di quattro anni critica se stesso. Credo gli sia sfuggita quella dichiarazione che per certi aspetti reputo ridicola. Lombardo critica se stesso, critica il sistema clientelare e coercitivo che lui stesso ha creato…”.
Siamo davvero vicini alle elezioni anticipate per la Sicilia. Ottobre 2012, quello il mese?
“Credo proprio di si. Non credo vi siano altre alternative. Lo auspico da molto tempo, credo che finalmente questo governo andrà a cadere e si voterà ad ottobre”.
Come può la politica, anche in Sicilia, rilanciarsi e rinfrancarsi da questo vento di antipolitica?
“Esclusivamente con la buona politica, la buona amministrazione con il buon governo che purtroppo nell’Isola non si è registrato. All’antipolitica si risponde esclusivamente, lo ribadisco con forza, con la buona politica fatta di idee, programmi, di iniziative legislative a livello parlamentare o di iniziative amministrative a livello locale”.
Il Pdl è uscito con le ossa rotte dal voto amministrativo. Come state cercando di ‘riprendervi’?
“Il dato elettorale del Pdl non è stato certo entusiasmante seppure si inserisce all’interno di una crisi dei partiti tradizionali. Ci sono stati, però, anche risultati positivi in alcuni Comuni della nostra regione. Bisogna ripartire dalla base, dal radicamento territoriale, dalla strutturazione del partito con nuovi meccanismi e selezione della classe dirigente. L’ho sempre detto ed invocato nelle riunioni, negli esecutivi e nelle assemblee del Pdl. Le primarie credo rappresentino l’unica strada per poter individuare candidati appetibili, radicati sul territorio e non imposti dalle segreterie di partito”.
Tra un anno si voterà anche a Catania.Come sta il partito nel capoluogo etneo. Tra Castiglione e Stancanelli non tira ‘aria buona’.
“Anche per Catania ribadisco quanto detto pocanzi. Sono per le primarie. Saranno gli elettori catanesi a decidere se continuare o meno un’esperienza come quella di Raffaele Stancanelli”.
Lei si candiderà?
“Valuteremo. Può essere…”.
Grazie Pogliese, buona giornata.