Alla fine i tanto attesi avvisi di garanzia sono arrivati e riguardano i tredici capigruppo dell’Ars (GUARDA LE FOTO) nella scorsa legislatura. Fra di loro anche tanti attuali deputati.

Ma l’indagine della quale è giunta conferma solo oggi sarebbe molto più ampia e vedrebbe indagate 97 persone fra cui 83 dei 90 deputati della scorsa legislatura.

L’inchiesta è quella sull’uso  ‘allegro’ dei fondi dei gruppi parlamentari. Soldi con i quali sarebbe stato acquistato di tutto, perfino borse di pregio griffate Louis Vuitton, e altri regali costosi come cravatte e profumi. Ma i fondi dei gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana sarebbero stati usati anche per viaggi e soggiorni in alberghi di lusso.

Gli avvisi di garanzia notificati oggi riguardano, però, solo i capigruppo, almeno per il momento e fra loro c’è anche uno dei protagonisti della politica di oggi come Antonello Cracolici. Con lui anche altri tre esponenti dell’attuale maggioranza come Lino Leanza, Paolo Ruggirello e Nicola D’Agostino. Gli altri sarebbero Giulia Adamo, Nunzio Cappadona, Francesco Musotto, Rudy Maira, Giambattista Bufardeci, Marianna Caronia, Livio Marrocco, Innocenzo Leontini e Cataldo Fiorenza.

L’inchiesta è in corso da  circa un anno e mezzo ed è seguita dai pubblici Ministeri Sergio Demontis, Maurizio Agnello e Luca Battinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci che ha la responsabilità del pool di indagine sulla pubblica amministrazione.

Tutti i tredici destinatari degli avvisi di garanzia saranno ascoltati nelle prossime settimane dagli inquirenti. L’indagine, affidata al nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, prese le mosse dopo lo scandalo sull’uso dei fondi dei gruppi regionali nel Lazio. Da lì le Procure di tutta Italia decisero di avviare inchiesta analoghe.

La Sicilia sembrava dovesse restare a margine di questo scandalo, ma nelle scorse settimane si erano intensificate le voci di imminente chiusura delle indagini. A salvarsi dalle indagini sembra siano solo i 7 deputati che non hanno completato la scorsa legislatura. Altri 14 indagati sarebbero, invece, i destinatari di alcuni benefit pagati con i soldi dei gruppi e i funzionari di tre gruppi parlamentari.

mav

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