Non tutti sanno il significato della sigla Dae. Significa Defibrillatore automatico esterno, una strumentazione che il prossimo anno, precisamente da gennaio 2016, diventerà dotazione obbligatoria di ogni impianto sportivo. Il cuore è un muscolo involontario, cioè un muscolo la cui contrazione e rilasciamento non dipendono dalla volontà soggettiva.

E’ anche un muscolo striato, cioè un muscolo costituito da miocellule separate l’una dall’altra. Ha una struttura di connessione tra cellule chiamata sincizio: la trasmissione di un impulso da una cellula all’altra è rapida. La contrazione ed il rilasciamento permettono l’espulsione del sangue e il successivo riempimento. La contrazione di tutte le cellule avviene quasi simultaneamente per permettere tale attività. Il Dae, quando questa funzione si interrompe per cause fisiologiche, va a stimolare elettricamente le cellule per provocare la contrazione.

C’è chi si è messo avanti con i lavori ed è un paese dell’interland bolognese. Castiglione dei Pepoli che è il primo ad avere su ogni 161 abitanti una persona formata ed abilitata, per avere partecipato al corso di Bls-D, cioè supporto di base delle funzioni vitali-Defibrillazione. Questa iniziativa è stata organizzata dall’Asd Parco dei Laghi e tutte le Associazioni sportive del luogo hanno frequentato il corso. In molti casi è motivo di decesso un problema cardiaco o un ictus e la tempestività nei soccorsi diventa fondamentale.

Adesso Castiglione dei Pepoli è il primo Comune in Italia ad avere la possibilità, attraverso le persone appositamente formate, a poter dare il primo soccorso che è anche il più importante, a persone con infarto o ictus in atto. A ridurre le morti dovute a queste problematiche è stata l’Aha che vuol dire American Heart Association, fondata nel 1915 a Dallas, e si occupa di dare, attraverso la formazione, autonomia nel prestare i primi soccorsi a chi viene colpito da ictus o infarto. Su 5.800 abitanti ne sono stati formati 37 e dice l’assessore allo Sport Elena Roccheforti, che questo traguardo potrebbe essere l’inizio di una collaborazione per dare vita ad altre iniziative del genere.

E’ chiaro che la formazione ha un senso se può essere operativa e per renderla tale occorre che ci siano i defibrillatori nelle sedi adatte, come scuole, palestre e impianti sportivi in genere. Questa iniziativa dovrebbe essere adottata da tutti, specie nelle comunità lontane dagli ospedali, dove c’è una concentrazione di persone anche disinformate. Dà fiducia e aiuta a svolgere al meglio la propria attività sapere che ci sono, all’interno, persone in grado di fronteggiare le emergenze cardio vascolari gravi. Non possiamo opporci a ciò che accade indipendentemente dalla nostra volontà ma possiamo far di tutto per non essere impreparati a tali evenienze.