Un eremo per l’emerito. Non è solo un gioco di parole, ma la realtà che presto potrebbe vivere Benedetto XVI che secondo alcune indiscrezioni dovrebbe far rientro Oltretevere nella giornata del primo maggio. Dal 28 febbraio, ultimo giorno del suo pontificato, Ratzinger risiede nel palazzo papale di Castel Gandolfo, ma ora, visto che i lavori di adeguamento dell’ex monastero all’interno del Vaticano sono conclusi il Papa emerito dovrebbe trasferirsi nella nuova residenza.

A ospitare Benedetto XVI saranno i locali rimessi a nuovo del monastero Mater Ecclesiae. La struttura, che si trova nei Giardini vaticani vicino alla fontana dell’Aquila, è un edificio su quattro livelli con ambienti comunitari e dodici celle monastiche, un’ala nuova di circa 450 metri quadrati, una cappella, il coro per le claustrali, la biblioteca, il ballatoio, una siepe sempreverde e una robusta cancellata per delimitare la zona di clausura, e poi un grande orto dove si coltivano peperoni, pomodori, zucchine, cavoli, ma anche limoni e aranci. Il monastero è stato costruito tra il 1992 e il 1994 al posto di un edificio amministrativo della Gendarmeria Vaticana, per volere di papa Giovanni Paolo II che desiderava avere un gruppo monastico di suore in Vaticano che pregasse per il pontefice e la chiesa cattolica. Dal 1994 si sono alternate nel monastero, ogni cinque anni, le clarisse, le carmelitane scalze, le benedettine e infine le visitandine.

Ora tutto è pronto per accogliere Ratzinger e la piccola ex famiglia pontificia. Con il Papa emerito risiederanno nel monastero le quattro «memores Domini» e il segretario particolare monsignor Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia che in questo modo non dovrà spostarsi quotidianamente da Castel Gandolfo. La posizione del monastero consentirà a Benedetto XVI di continuare la vita ritirata e a contatto con la natura che ha condotto fino ad oggi, ma permetterà anche al nuovo Pontefice di visitare con più facilità il suo predecessore. Prima dell’elezione di Papa Francesco qualcuno aveva temuto per questa coabitazione ma appare sempre più chiaro che il nuovo Papa ha acquisito una fisionomia assolutamente autonoma, merito della sua straordinaria personalità ma anche della discrezione di Benedetto XVI che ha tutta l’intenzione di rimanere “nascosto al mondo”, un emerito nell’eremo.