“Dolcezze di Sicilia” si intitolava il libro che il presidente della Regione Raffaele Lombardo regalò al suo successore Rosario Crocetta al momento del passaggio delle consegne. Dolcezze che lombardo non sembra aver dimenticato nonostante le amarezze passate sotto i ponti.

E infatti, sia pure sotto mentite spoglie, Lombardo torna ad affacciarsi dalle parti di Palazzo d’Orleans e non solo per andare a far visita al figlio nei locali del vicino palazzo dei Normanni.

Il governo Crocetta quater è pronto, infatti,  ad arricchirsi di un altro pezzo, forse l’ultimo (a meno di sostituzioni in corsa). E si conferma il governo dei grandi rientri in gioco. Alla fine Ala, la piccola formazione dei verdiniani fuoriusciti da Forza Italia e da tutto il resto del panorama politico, entrerà veramente in giunta anche se in maniera non ufficiale (come Ncd d’altronde).

L’ingresso nel Crocetta quater è stato messo in dubbio fino alla notte scorsa. All’interno degli uomini di la si è consumato uno scontro forte fra Palermo e Catania e in particolare fra Saverio Romano e Raffaele Lombardo l’ex presidente della Regione che oggi fa il grande vecchio senza comparire in politica.

E ad entrare sarà proprio un uomo che fa riferimento a Lombardo. Si tratterà di un medico catanese ma il suo nome per il momento resta riservato anche per non bruciare una candidatura possibile.

Oggi sarebbe il giorno designato per la comunicazione del nuovo nome, del dodicesimo assessore, ma non è affatto certo che proprio oggi la comunicazione arriverà. Certamente il dodicesimo ‘apostolo’ di Crocetta non potrà presentarsi in aula visto che il parlamento accoglie solo assessori insediati a Sala d’Ercole.

Intanto continua il confronto fra Palermo e Roma alla ricerca dei fondi per il bilancio 2016. Fondi che sembrano allontanarsi ogni giorno che passa anche se il messaggio che si vuole fare passare è l’opposto. Ogni rinvio, di settimana in settimana, però, i problemi della Sicilia diventano più stringenti e di soldi ancora non si è proprio parlato ma solo di funzioni e di baratto. qualcuno ha perfino ipotizzato la regionalizzazione della sanità. solo un modo per gettare fumo negli occhi visto che la sanità è sempre stata materia di competenza della Sicilia ed è stata regionalizzata anche nelle regioni a statuto ordinario con la riforma del titolo V e la devolution.

Infine oggi c’è da votare il disegno di legge stralcio per rinviare le elezioni dei sindaci delle città metropolitane. Una necessità per consentire la riforma della legge che deve recepire le indicazioni romane per evitare impugnativa e lungo contenzioso davanti alla Corte Costituzionale. peccato che aver aspettato fino ad ora è già costato alle asfittiche casse regionali 50 mila euro per raccogliere candidature scadute ier e che probabilmente saranno completamente inutili