Un siciliano presidente della Repubblica reggente dopo le dimissioni di Napolitano, Pietro Grasso presidente del senato, e due candidati papabili nella rosa di poco meno di dieci nomi che circolano per l’elezione del nuovo presidente.

La Sicilia potrebbe avere una parte importante nell’elezione del nuovo capo dello Stato.

Oltre a Grasso che reggerà l’ufficio fino a quando non potrà insediarsi il nuovo presidente, fra i nomi in pole position c’è quello di Sergio Mattarella, giudice di Corte Costituzionale dal 2011 e più volte ministro della Repubblica. Palermitano, 73 anni, Mattarella porta un cognome importante, figlio di Bernardo e fratello di Piersanti il presidente della regione assassinato dalla mafia il 6 gennaio del 1980.

Il suo nome è nella rosa dei papabili in pole position insieme a Valter Veltroni, Romano Prodi e, poco staccato, Paolo Gentiloni.

Ma i tempi potrebbero essere maturi per il primo presidente della repubblica donna. Una eventualità non impossibile anche se l’accordo non c’è. In questo caso c’è un’altra siciliana pronta a correre insieme all’attuale presidente della camera laura Boldrini. Si tratta di Anna Finocchiaro. Ragusana, nata a Modica decisamente più giovane visto che deve ancora compiere 60 anni. E’ stata sostituto procuratore a Catania prima di passare in politica e ricoprire, fra l’altro, l’incarico di Ministro per le pari opportunità.

Dall’altra parte della barricata politica si fa il nome di Nino Martino. Messinese, 72 anni, già Ministro degli Esteri e della Difesa, Martino sarebbe un moderato, un uomo mite che potrebbe garantire meno ‘agitazione’ del passato alla carica di President della Repubblica e questo non dispiacerebbe al presidente del Consiglio che non sembra volere un uomo forte in quel posto. Con Martino si pareggia la partita fra Sicilia occidentale e Sicilia orientale: due candidati per parte.

C’è, però, l’outsider a sorpresa, l’uomo ineleggibile ma il cui nome è stato fatto. C’è chi a Presidente della Repubblica vorrebbe Nino Di Matteo, il magistrato del processo trattativa, l’uomo minacciato più volte indirettamente dalla mafia. La sua elezione appare, però, quantomeno improbabile se non impossibile per effetto delle norme sull’eleggibilità.

Mentre addirittura sulle candidature si scatenano i bookmaker inglesi che permettono di scommettere on line su chi sarà il prossimo presidente della repubblica italiana, la Sicilia si prepara a scegliere i suoi 3 grandi elettori ovvero i deputati che parteciperanno al voto. Per tradizione due sono già stati stabiliti e sono il Presidente della regione, Rosario Crocetta, ed il presidente dell’ars, Giovanni Ardizzone. Il 20 gennaio l’ars si riunirà per votare il terzo grande elettore. Alla riconferma di Napolitano fu Francesco Cascio che, con un gioco di palazzo, scalzò il candidato 5stelle. Ora i grillini cercano la rivincita.

Oggi, nelle segrete stanze, si affilano le armi e si tentano accordi e compromessi. Domani all’Ars si vota per i grandi elettori. poi il q uadro di chi dovrà eleggere il nuovo presidente della Repubblica sarà più chiaro anche se i grandi elettori dell Regioni non spostano, alla fine, una massa di voti ‘critica’ per incidere significativamente. A meno che non salti ogni possibile accordo Pd – Forza Italia.