Si è svolta stamani, a Palermo, la conferenza stampa nella quale si è discusso sulla generale condizione delle scuole siciliane, le quali, rispetto a quelle del resto d’Italia, versano in uno stato che, secondo le stime, indebolisce il sistema culturale delle giovani generazioni.

La conferenza, presieduta da Giusto Scozzaro, segretario generale Flc Cgil Sicilia, Ferruccio Donato, segretario politiche amministrative Cgil Sicilia e da Leandro Bianco, coordinatore regionale della Eete degli Studenti, è servita a far subito il punto della situazione.

La scuola non è mai stata una priorità in questo paese, né per il precedente Governo, né per quello che abbiamo tuttora. Si deve assolutamente smuovere qualcosa, difatti, vogliamo organizzare una raccolta firme da presentare poi al Presidente Crocetta, con l’obiettivo di proporre dei cambiamenti all’interno delle realtà scolastiche. Abbiamo come obiettivo quello di arrivare almeno a 10.000 firme”, commenta Giusto Scozzaro, “siamo l’unica Regione a non avere ancora una legge organica sul diritto allo studio; vogliamo appunto animare la cittadinanza su questo tema delicato”.

“In una Regione dove 9 scuole su 10 non sono a norma, dove il 52% sono in stato di pericolo, dove non esiste un sistema di trasporti usufruibile dagli studenti e dove in pratica non esistono borse di studio o progetti per agevolare le spese delle famiglie più disagiate, non possiamo far finta che tutto vada bene”, dice il rappresentante della rete studentesca, Leandro Bianco, “per non parlare di tutti quei ragazzi che sono costretti, causa povertà, a ritirarsi dalla scuola e, talvolta, a entrare nella triste realtà della criminalità organizzata”.

Da quanto emerso, sembra quindi che le nuove generazioni (specialmente quelle del sud Italia) siano svantaggiate rispetto alle altre realtà, non tanto per carenza di “menti”, ma a causa dei servizi scolastici non presenti sul territorio, che di certo non agevolano gli studenti nel loro percorso di studi, talvolta affrontato con forti disagi, talvolta abbandonato.

Per far fronte a queste necessità, quindi, la Rete degli Studenti Medi Sicilia, la FLC Sicilia e la CGil Sicilia, rivendicano la necessità di una presa di coscienza da parte del Governo regionale, e hanno già avviato in tutta l’isola una campagna di  raccolta firme per una legge regionale sul diritto allo studio, che andrà avanti anche nei prossimi mesi.