Ancora un decesso a Biancavilla per mesotelioma pleurico causato dalle fibre della fluoroedentite, un pericoloso minerale particolarmente diffuso nella cittadina del Catanese. L’uomo deceduto ieri, il primo del 2015, si aggiunge ad altre 52 persone che, dal 1988, hanno perso la vita proprio a causa degli effetti di questo problema.

“Il rischio purtroppo ancora c’è e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e continuano a pagarle i cittadini”, dice il capogruppo all’Ars del Nuovo Centrodestra Nino D’Asero, originario proprio del paese etneo.

La fluoroedentite, che provoca gli stessi effetti dei tumori causati dall’amianto, è presente in diverse aree di Biancavilla e fino a qualche tempo fa il minerale veniva estratto come materiale da utilizzare in edilizia, poi quando è stata accertata la sua pericolosità le estrazioni sono state interrotte ed iniziata la bonifica.

“Al di là delle bonifiche, il problema ancora esiste e va costantemente monitorato e studiato; per questo – aggiunge il parlamentare regionale – mi sono battuto per l’istituzione dell’Osservatorio, per la legge regionale sull’amianto, per l’istituzione del registro sui tumori all’ospedale e per l’inserimento di Biancavilla, avvenuto quale mese fa, nel progetto aree a rischio, finanziato dal fondo nazionale, assieme a Gela, Priolo e Milazzo”.

“Iniziative – sottolinea D’Asero – finalizzate principalmente all’analisi delle conseguenze connesse al problema. Negli ultimi mesi infatti sui rischi legati all’esposizione alla fluoredenite c’è stato un atteggiamento altalenate che ha fatto calare l’attenzione, quando invece – conclude – bisognerebbe continuare a tenere i riflettori accesi per trovare una soluzione al problema che a Biancavilla ha già causato ben 53 morti”.

La persona che ha perso la vita ieri, per un tragico gioco del destinato, se n’è andata nel giorno in cui si commemorano le vittime dei tumori causati dall’amianto.