Una settimana per salvare la riforma siciliana delle province. Adesso anche il ‘falco’ Crocetta diventa colomba dopo l’incontro avuto a Roma sull’annunciata impugnativa della legge regionale siciliana.

Crocetta si è convinto che è necessario modificare la legge ed evitare il contenzioso così come dicevano in tanti a Palermo. Il nodo principale resta quello del voto ponderato. L’assessore regionale al ramo Giovanni Pistorio aveva presentato due emendamenti in questo senso ma poi li aveva ritirati in aula per evitare che il parlamento si arginasse. ma Roma non intende cedere su questo tema.

Il voto ponderato, in parole semplici, è quello che assegna un diverso peso al voto del sindaco di una grande città rispetto a quello di un paese della provincia. La differenza non è secondaria e riguarda direttamente il principio della rappresentanza democratica. Un sindaco che rappresenta una città da 8/900 mila abitanti non può pesare quanto il sindaco di un Paese con 5000 abitanti.

Mercoledì a Roma si aprirà il tavolo tecnico su questo e su altri aspetti della riforma difformi rispetto alla legge Delrio che governo il passaggio dalle Province ai nuovi enti intermedi, ma sembra abbastanza chiaro che occorrerà un nuovo passaggio all’Ars. Insomma la legge dovrà essere modificata e nuovamente approvata.

Di ritorno da Roma Crocetta pensa già al come evitare che questo faccia slittare le elezioni previste per novembre ma non è detto che ci si riesca. Al contrario l’esigenza di modificare la Riforma delle ex province potrebbe essere un’altra buona scusa per far slittare il bilancio di previsione e andare all’esercizio provvisorio.

Intanto l’Ars ha incardinato, oggi, l’assestamento di bilancio 2015. il documento sarà in discussione da domani. si apre, così’, formalmente, la sessione di bilancio d’aula ma solo per approvare la manovrina salva stipendi per precari, forestali e altre piccole cose.

La seduta d’Aula è stata aggiornata a domani, alle 12, per l’esame degli articoli, nonostante la giornata di venerdì. La manovra di assestamento del bilancio di previsione, infatti, dovrà essere approvata entro domani. oltre al reperimento dei fondi per gli stipendi dei precari, la manovrina aggiusta anche il bilancio pluriennale 2015/2017 che era stato impugnato dal Consiglio dei Ministr.

Una volta approvata l’assestamento metterà anche il governo in condizione di elaborare un eventuale esercizio provvisorio, scelta verso la quale sembra inevitabile si vada.

Tutto sommato accettabile il numero di emendamenti che bisognerà discutere in aula. Il termine per la presentazione è scaduto stamane e ne sono stati depositati 115. Una parte di questi emendamenti, attualmente al vaglio degli uffici, sarà probabilmente dichiarata improponibile prima dell’inizio della seduta.