“Sono trascorsi 150 giorni dall’elezione di Ivan Lo Bello alla presidenza di Unioncamere. Un lasso di tempo congruo per una valutazione di merito sui passi compiuti all’inizio di un mandato che si è intestato, per citare le sue parole, un ruolo di grande rilevanza per la modernizzazione contribuendo, fra l’altro, allo sviluppo dell’economia digitale per semplificare la vita delle imprese e realizzare gli obiettivi dell’agenda digitale”.

Lo dice il presidente della CCIAA di Agrigento, Vittorio Messina che continua: “In questa direzione, avendo creduto nell’uomo e nel progetto, ho contribuito all’elezione di Lo Bello al vertice del sistema camerale italiano mettendo a disposizione la mia non breve esperienza maturata in questi ultimi dieci anni sia come presidente della Camera di commercio di Agrigento.

Tuttavia, ho dovuto constatare ultimamente che esiste una notevole discrasia tra gli impegni programmatici del nuovo presidente, le parole d’ordine ripetute quotidianamente e i comportamenti concreti per fare si che la riforma in discussione in Parlamento diventasse un’opportunità per costringerci a ripensare in profondità il sistema camerale ed a innovare il modello operativo.

In particolare la distonia – prosegue Messina – tra le dichiarazioni roboanti del dopo elezione e l’inerzia successiva si è tradotta in una condizione di debolezza nei confronti degli interlocutori istituzionali, del Governo e del Parlamento. Senza contare la delusione di chi ha creduto di aprire una nuova stagione per portare a valore il confronto con il mondo associativo e le forze sociali.

Nel fare queste considerazioni ho nelle orecchie l’eco dell’ultima assemblea dei presidenti delle camere di commercio d’Italia dove si sono appalesate non poche frizioni e riserve sul modo di procedere da parte della presidenza nazionale.
La conseguenza più appariscente di tale inerzia e quindi della mancanza di incisività si coglie nella fase costitutiva della nuove Camere siciliane a seguito degli accorpamenti decisi e già confermati per decreto del Mise, in quanto i ritardi che si registrano sembrano dettati da motivazioni poco plausibili e piuttosto legate a spartizioni di Enti e controllate che suscitano appetiti inconfessabili come nel caso della società che controlla l’aeroporto di Catania.

In questo caso non va dimenticato – conclude Messina – che Lo Bello presiede la Camera di commercio di Siracusa e non sembra avere fretta di procedere all’insediamento del nuovo consiglio che include anche Catania e Ragusa, quasi che si intravedesse la difficoltà di dare vita ad equilibri rassicuranti.
Comprendo che queste affermazioni segnano un elemento di discontinuità con la strategia del vertice di Unioncamere, ma il mio ruolo prioritario all’interno del sistema camerale rimane quello di considerarmi sempre e comunque al servizio delle imprese in coerenza con i principi che mi contraddistinguono e che mi portano a privilegiare la lealtà rispetto alla fedeltà”.