La Cgil e la Filt Sicilia chiedono al governo regionale di insediare “un’unità di crisi per il monitoraggio del territorio e delle strade, a partire da quelle secondarie, per potere predisporre tempestivamente piani di intervento ed evitare ulteriori problemi al già precario sistema della viabilità”.

La richiesta dopo la nuova frana , sull’autostrada Messina- Catania, con il conseguente caos”. “L’avvicinarsi dell’inverno- sostengono Michele Pagliaro (Cgil Sicilia) e Franco Spanò (Filt Sicilia)- esige interventi di prevenzione, per non dovere poi piangere sul latte versato. Lo stato di dissesto idrogeologico del territorio è noto- sottolineano Pagliaro e Spanò- noti sono i numeri delle frane e le mancate manutenzioni delle strade. Ma la situazione adesso è diventata insostenibile- sottolineano- per le popolazioni interessate, che vedono compromesso il diritto alla mobilità, per il tessuto produttivo e l’intera economia dell’isola. Sia il governo regionale che quello nazionale devono dunque passare ai fatti. Cominciando col modulare e rendere subito disponibili- concludono i due esponenti della Cgil- le risorse annunciate”.

Sulla stessa linea anche la Confesercenti: “Le difficoltà che interessano i collegamenti viari della Sicilia, acuite dai crolli che si susseguono ultimamente senza soluzione di continuità, hanno raggiunto livelli emergenziali tali da dovere essere affrontati con misure eccezionali, anche con il ricorso all’esercito e comunque con una task force che trovi immediati rimedi – dice il vice presidente nazionale di Confesercenti Vittorio Messina – Gli abitanti dell’Isola – aggiunge Messina – sono esasperati e non sfugge a nessuno la gravità dei disagi e delle conseguenze che si riverberano sul tessuto economico regionale proprio nel momento in cui si registrano segnali, sia pure timidi, che lasciano presagire la possibilità di una fase di ripresa”.

“Le istituzioni si muovano con celerità – Conclude Il vice presidente di Confesercenti – per trovare le soluzioni che consentano di ridare condizioni decenti per la mobilità delle merci e delle persone senza trascurare la necessità improrogabile di interventi adeguati ad elevare il livello infrastrutturale del territorio”.

“Non è questo – conclude Vittorio Messina – il momento di fare la conta dei ritardi e delle responsabilità di chi nel tempo non ha consentito alla Sicilia di dotarsi di una rete stradale degna di questo nome. Piuttosto è l’occasione perché la classe dirigente regionale e nazionale si dimostrino all’altezza di superare un simile stato emergenziale, rispondendo così alle legittime aspettative dei cittadini e delle imprese”.