Collaborare per mettere in evidenza l’arte e la cultura nella nostra città. Questo l’obiettivo principale dell’iniziativa promossa dall’Università di Catania “Porte aperte”, che si collega alla campagna di promozione delle immatricolazioni ai corsi di studio per il nuovo anno accademico “Studia con noi” presentata questa mattina al rettorato di piazza Università.

Tanti gli enti e le associazioni coinvolte nel progetto, che hanno sinteticamente illustrato il loro ruolo durante il mese che dal 12 giugno al 12 luglio aprirà letteralmente le porte dell’Università a chiunque abbia il desiderio di entrare in contatto con l’arte, la musica, il cinema, il teatro, per valorizzare la produzione culturale e riconoscere all’Università un ruolo di formazione, ma anche di punto di riferimento culturale per la città.

“Questo progetto serve per sottolineare l’importante ruolo dell’Università nella società ed è organizzato per la città – ha spiegato il rettore dell’Università Giacomo Pignataro. Ma vuole essere anche un invito ai giovani a continuare a studiare nonostante crescano sempre di più sfiducia e rassegnazione, perché lo studio è un elemento di promozione umana e professionale”. “E’ importante la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti – ha commentato Luciano Granozzi, delegato alla comunicazione dell’Università – e ringrazio dunque i colleghi e tutti coloro che si stanno impegnando e stanno investendo fatica ed energia in questo progetto”.

L’ex monastero dei Benedettini, il Palazzo Centrale dell’Università, la Scuola Superiore di Villa San Saverio, il Cus Catania e il Teatro Machiavelli saranno le principali location che vedranno susseguirsi eventi di ogni tipo: la preview di Zanne Festival, la Catania Jazz Marathon, il festival nazionale dei corti teatrali, il Marranzano festival. E ancora mostre, workshop e visite guidate offerte dall’Associazione Officine Culturali.

“La collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Umanistiche e il Teatro Massimo Bellini – ha detto il direttore artistico Francesco Nicolosi – ci sta dando grandi soddisfazioni e per questo molti dei concerti estivi si svolgeranno in alcuni dei siti barocchi più belli della città, che spesso non conosciamo. Mi auguro che questa collaborazione possa crescere sempre di più, soprattutto in questo momento di difficoltà”. Anche Alessandra Li Greci, organizzatrice del festival Teatri Riflessi, ha posto l’accento sulla collaborazione con l’Università: “Siamo arrivati alla VI edizione del festival e per noi è fondamentale la collaborazione con l’Università. Per dare ai ragazzi la possibilità di fruire dell’arte deve essere quest’ultima ad avvicinarsi a loro”.

Novità del progetto è la collaborazione nata con Zanne Festival, uno dei festival più importanti a livello nazionale giunto alla III edizione. “Ringrazio l’Università che ha creduto in noi e nel genere rock – ha detto l’ideatore Nicola Compagnini. Zanne Festival non è solo musica, ma mostre, workshop, lezioni gratuite di chitarra e di yoga e tanto altro ancora”. “Se a Catania qualcuno apre la porte bisogna accettare l’invito – ha esordito Pompeo Benincasa, promotore della Jazz Marathon – perché non è una cosa scontata in questa città. Avremo tanti gruppi, soprattutto siciliani, che si esibiranno per questo progetto, tra cui gli apprezzati Brigantini”.

Il presidente di Catania Lab, Salvo Messina, ha anticipato che durante alcuni incontri all’interno dell’Università si parlerà di comunicazione con l’intervento di alcuni blogger, mentre Renata Gambino dell’Associazione Ingresso Libero ha sottolineato come questo evento sia in linea con la filosofia dell’associazione che promuove attività a titolo gratuito. “Questa iniziativa risponde al bisogno di conoscere quella che non è solo una location, ma un’istituzione della città che ha qualcosa da dire ai visitatori e agli studenti – ha detto Francesco Mannino, presidente dell’Associazione Officine Culturali. Al di là di questo progetto, comunque, è necessario ricordarsi di tenere sempre le porte aperte”.

“Sono molto contento di questa iniziativa perché la nostra filosofia è sempre stata quella di aprire le porte del ‘nostro’ Monastero – ha dichiarato il direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche Giancarlo Magnano San Lio, concludendo la presentazione del progetto. Tenerle chiuse sarebbe un delitto, ma bisogna ricordarsi di prendersi cura di questo posto, come dico sempre alle matricole. Sicuramente è fondamentale la collaborazione con enti e associazioni di prestigio”.