Tra pochi giorni l’Università di Palermo sceglierà il nuovo rettore che succederà a Roberto Lagalla in carica negli ultimi sette anni. La sfida è tra l’ex prorettore vicario con delega alla didattica e ordinario di Scienze agrarie e forestali, Vito Ferro, ordinario di Ingegneria chimica, gestionale, informatica e meccanica ed ex presidente della Scuola Politecnica, Fabrizio Micari. BlogSicilia ha messo a confronto le idee dei due sfidanti su come rilanciare l’Ateneo palermitano.

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Entrambi i candidati hanno già scelto i prorettori vicari, che li affiancheranno in caso di vittoria. Francesco Dieli, ordinario di “Immunologia” nella Scuola di Medicina e Chirurgia è il vice di Vito Ferro e Fabio Mazzola, direttore del Dipartimento di Scienze economiche, il vice di Fabrizio Micari.

La prima votazione si svolgerà giovedì 2 luglio e ove necessaria, lunedì 6 luglio con eventuale ballottaggio mercoledì 8 luglio 2015. Il rettore è eletto a maggioranza degli aventi diritto al voto nelle prime due votazioni.

Quali sono le priorità del suo programma? Quale sarebbe il primo intervento che metterebbe in atto da rettore dell’Università di Palermo?

Ferro: “Le mie priorità sono tre: il miglioramento dell’area dell’amministrazione centrale che si occupa della programmazione dei fondi europei, l’accreditamento periodico dell’ateneo e il miglioramento del portale della ricerca. Per la parte che riguarda la programmazione europea, l’idea è quella di creare un’area dell’amministrazione centrale che abbia il compito di creare un collegamento tra la sede dell’Unione europea e le esigenze dei docenti. Lo scopo è quello di far fronte ai bandi comunitari, alle richieste dei docenti per l’assistenza e il monitoraggio. L’accreditamento periodico è invece una necessità legata al fatto che le sedi e i corsi di studio devono subire da parte del ministero un’ispezione che produce un risultato di sicurezza dell’Ateneo per cinque anni. Il portale della ricerca serve invece a garantire il collegamento con il territorio, cioè a rendere visibili i nostri servizi, le nostre prospettive, le nostre capacità di ricerca, all’esterno”.

Micari: “Le priorità del mio programma sono legate alle varie parti del ruolo svolto dall’università. Intanto è fondamentale l’offerta formativa che sia attrattiva per i studenti, il potenziamento della ricerca e dell’assistenza. Non scordiamo l’importantissimo ruolo che l’Ateneo svolge nel territorio, un rapporto che va sicuramente rafforzato”.

Come si possono migliorare i rapporti con le istituzioni regionali che dovrebbero garantire il diritto allo studio attraverso l’Ersu?

Ferro: “Sicuramente va ripristinato il collegamento diretto con la Regione Siciliana che è il principale responsabile del diritto allo studio. Servono maggiori investimenti in termini di risorse economiche destinate agli studenti ma anche ai servizi dell’Ateneo”.

Micari: “Ci vuole dialogo con le istituzioni. A tutti i livelli. Il problema del sostegno al diritto allo studio è cruciale, l’Ateneo ha un ruolo di ascensore sociale per le giovani generazioni che deve tornare a svolgere. Certamente la riduzione delle borse di studio per gli studenti bisognosi e meritevoli non va in questa direzione. Per questo e altri motivi serve molto dialogo con il mondo istituzionale”.
Come pensa di garantire il diritto allo studio degli iscritti all’Ateneo? Spesso gli studenti hanno accusato le gerarchie universitarie di non fare abbastanza su questo fronte…

Ferro: “L’Università di Palermo ha registrato che ci sono circa 7.000 studenti che non sono in grado di pagare le tasse. In questo modo non hanno potuto sostenere esami in tutto l’anno accademico. Credo che la soluzione sia quella di cercare il sostegno di un istituto di credito che consenta una forma agevolata del pagamento delle tasse agli studenti”.

Micari: “L’Università di Palermo alla seconda tassazione più bassa d’Italia. Inferiori alle nostre ci sono soltanto quelle di Potenza che però viene finanziata al 25% dalla Regione Basilicata. Dobbiamo comunque continuare ad aiutare i ragazzi con una forte azione di orientamento. Dobbiamo quindi incrementare i rapporti con le scuole e insegnare ai nostri studenti come proporsi nel mondo del lavoro, favorendo aspetti come l’auto imprenditorialità e la trasformazione di conoscenza in economia”.

In un periodo di grande crisi occupazionale, soprattutto tra i giovani, cosa può e deve fare un ateneo del Sud, come quello di Palermo, per creare un solido legame con il mercato del lavoro per favorirne l’inserimento dei suoi laureati?

Ferro: “Bisogna sentire l’opinione dei portatori di interesse, sia aziende private che enti pubblici, a partire dalla progettazione dell’offerta formativa, in modo da creare un collegamento più stretto tra la nostra offerta formativa e le esigenze del territorio. Di certo occorre incrementare stage e tirocini”.

Micari: “È fondamentale l’aspetto relativo placement. È evidente che molti studenti scelgono di andare in altre università, soprattutto nel passaggio tra il triennio e la specialistica, perché pensano che negli atenei del Nord d’Italia possano trovare un miglior collegamento con il mondo del lavoro. Già da preside della facoltà di Ingegneria ho cercato di fare in modo che gli studenti venissero aiutati a trovare impiego dopo la laurea. Abbiamo anche cercato di programmare stage lunghi e quindi abbiamo iniziato a stabilire un rapporto più forte con le aziende del territorio. Da questo punto di vista sarà fondamentale incrementare l’utilizzo delle start up e dell’incubatore Arca (consorzio dell’università di Palermo che aiuta le start-up a crescere, ndr)”.

I crolli alll’interno del Collegio San Rocco, che hanno innescato nei giorni scorsi le proteste degli studenti dei corsi di laurea in Scienze politiche davanti al rettorato, pongono l’attenzione sulle carenze strutturali dell’Ateneo. Quali sono, secondo lei, le priorità in materia di edilizia universitaria dell’Università di Palermo?

Ferro: “Il caso il collegio San Rocco è singolare perché si tratta di un edificio in comodato d’uso da parte del Comune di Palermo. Per quanto riguarda l’edilizia universitaria, per il momento la priorità è rappresentata dal policlinico universitario, dove si stanno svolgendo lavori per 39 milioni di euro”.

Micari: “I problemi del collegio San Rocco possono essere risolti attraverso la collaborazione col Comune di Palermo che detiene la proprietà dello stabile. L’Università di Palermo possiede le risorse per provvedere ai lavori di ristrutturazione ma è necessario prima definire gli aspetti contrattuali con l’amministrazione comunale. Il patrimonio edilizio dell’Ateneo è grande e ha bisogno di manutenzione continua. L’obiettivo è quello di una manutenzione programmata che ci consenta di salvaguardare il nostro patrimonio immobiliare ed edilizio. Parallelamente bisogna pensare alla dotazione tecnologica delle nostre aule, anche questi sono servizi per i nostri studenti”.

Cosa pensa dell’uso e della fruibilità alla cittadinanza dello Steri? Pensa che sia una strada che vada maggiormente battuta?

Ferro: “L’apertura verso la città è un obiettivo dell’Ateneo. In questo senso non penso soltanto al complesso dello Steri ma anche al sistema di via delle Scienze che contiene tanti luoghi che potrebbero essere maggiormente fruibili da parte della cittadinanza”.

Micari: “Credo che lo Steri adesso sia uno dei monumenti più belli e visitati della città. È tutta l’università che deve essere più vissuta. Io ho lanciato lo slogan “Palermo città universitaria” perché il rapporto con la città deve essere rafforzato attraverso l’utilizzo delle sue strutture: le biblioteche, laboratori, musei importantissimi per il territorio. Questa collaborazione tra l’Ateneo e la città di Palermo è già iniziato grazie a Univercittà, un percorso che va proseguito”.

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