D’ora in poi gli studenti californiani transgender, che cioè non s’identificano nella dicotomia tradizionale di genere maschile-femminile, potranno scegliere autonomamente di quali bagni servirsi, o quali sport praticare tra quelli riservati all’uno o all’altro sesso, per esempio se baseball o softball: questo, perlomeno, nelle scuole pubbliche.

E’ quanto prevede una nuova legge promulgata dal governatore dello Stato Usa, il democratico Jerry Brown: in sostanza, gli interessati saranno in grado di comportarsi in ambito scolastico secondo l’identità sessuale scelta, e non in base a quella indicata sui documenti ufficiali.

Il provvedimento non poteva non suscitare polemiche: se i suoi sostenitori affermano che contribuirà a ridurre molestie, abusi e prepotenze; per i detrattori, tra cui in prima fila la Conferenza Cattolica locale, rischia invece di scardinare le regole della convivenza, favorendo una minoranza ma ponendo a repentaglio l’ordine della comunità scolastica nel suo complesso, e di conseguenza ostacolando l’apprendimento.

“Gli allievi transgender metteranno a disagio altri compagni?”, si è chiesto l’autore del disegno legislativo, il deputato Tom Ammiano, anch’egli democratico. “Forse”, ha ammesso. “Non voglio minimizzare tale aspetto, ma le nuove esperienze sono spesso scomode, e tuttavia ciò non può costituire una scusante per il pregiudizio”, ha concluso.

La California si conferma comunque uno degli Stati Usa all’avanguardia in materia di diritti civili e di dibattito in campo sessuale: a fine giugno è stata immediatamente recepita la pronuncia della Corte Suprema federale, in forza della quale è cessata la sospensiva sulla celebrazione delle nozze gay.