Una pubblicità di una marca di panettoni dice, è natale è natale si può fare di più ….
Pensandoci una cosa si può fare, spegnere all’istante la televisione e aspettare che arrivi l’otto gennaio.
Purtroppo signori ho una certa intolleranza alle feste da calendario, ma in particolar modo odio il periodo che va dall’otto di dicembre al cinque di gennaio.

Adesso eviterò di fare il retorico e non criticherò la gente che andrà in chiesa solo la notte a cavallo del 24 oppure quei pranzi, cene e auguri ipocriti, fatti da familiari, parenti o amici che, aldilà delle feste, non si ricorderanno l’uno dell’altro.
Eviterò pure di fare l’anticonformista riflettendo sullo spreco finanziario fatto in questo “magico” periodo di cui i massimi benefici non li avranno le associazioni di volontariato ma solamente i commercianti.
La questione è semplice odio questo periodo punto e basta.
Cammino per strada e vedo addobbi, luci che compongono stelle comete, alberi di natale, panettoni, milioni di babbi natali ed enormi pacchi regali e credo che la città stessa si vergogni per come viene conciata.
E poi una valanga di gente in preda all’isteria, tutti con questa fretta natalizia, questa corsa ai sorrisi e al benessere fittizio.

Ora, non vorrei sembrare il radical chic della situazione o l’intellettualoide che si innalza e da giudizi avventati sugli altri. Quest’anno come ogni anno, sentirò parlare dei barboni, aspetterò l’augurio di fine anno “come di consueto fa in tv il Presidente della Repubblica“, riceverò per regalo le solite mutande rosse, e poi …5, 4 , 3 , 2, 1 …continuerò a fare la mia vita sperando che questo periodo finisca presto.