Il 30 aprile, secondo quanto previsto dal decreto 35/2013, scadrà il termine per i Comuni di comunicare l’elenco completo dei debiti certi, maturati al 31 dicembre 2013 e non ancora estinti. Eppure, a cinque giorni dalla scadenza, soltanto il 3 per cento ha registrato i propri debiti nella piattaforma elettronica, operativa presso il Ministero dell’Economia.

Tale registrazione equivale a certificazione e senza questa s’impedisce alle imprese di tentare l’accesso al credito bancario, unica alternativa per sopperire alle omissioni degli enti locali che, secondo la legge, dovrebbero pagare i propri debiti entro 30 giorni dall’emissione della fattura.

Per Confindustria Sicilia si tratta di “un delitto in tempo di crisi” e “una mancanza di trasparenza che finirebbe col giovare soltanto a chi ha l’interesse a mantenere forme ‘consolidate’ di clientela”. L’invito degli industriali siciliani è rivolto “anche ai segretari generali dei Comuni affinché vigilino, nell’interesse dell’Ente, sulla corretta applicazione degli obblighi di legge”.