Giovedì ha parlato a Servizio Pubblico, domenica a L’Arena di Giletti, oggi ad Agorà. Senza contare le numerose interviste ai giornali. Antonio Venturino, vicepresidente dell’Ars, eletto nelle fila del Movimento 5 Stelle, si gode la notorietà della contestazione al leader Beppe Grillo e dopo l’espulsione dai grillini aderisce al gruppo misto dell’assemblea regionale. Ma con un obiettivo ben preciso in mente: un nuovo progetto politico che raccolga le adesioni di coloro che all’interno del Movimento Cinque Stelle, non ne condividono “l’impostazione antidemocratica, la mancanza di dialogo interno oltre che di una strategia senza la quale un partito di maggioranza non riesce ad essere forza di governo”.

Venturino è convinto: la sua cacciata non ha nulla a che fare con la polemica sui mancati rimborsi degli stipendi (la parte eccedente i 2500 euro più i rimborsi per le spese sostenute) ma riguarda la critica severa alla “mancanza di strategia del movimento a Roma e l’incapacità di dialogare con altre forze politiche”.

Venturino, il cui passaggio nel gruppo misto all’Ars sarà ufficializzato a breve, ha annunciato: “Sto pensando di fondare un nuovo soggetto che raccolga le istanza di chi, come me, non può condividere certe decisioni e l’impostazione autocratica del movimento che non lascia spazio al dialogo interno. Anche se prematuro adesso parlarne, sarebbe un vero peccato disperdere questo importante patrimonio che è il Movimento Cinque Stelle, in Sicilia ha dato e continua dare i suoi frutti, con la costituzione di un modello che tanti ci hanno invidiato”.

Nessuna possibilità di rientrare nei ranghi al momento di quello che con un velo nostalgico definisce “un grande esperimento in Sicilia, siamo stati un gruppo di 15 deputati che abbiamo lavorato giorno e notte, dando il meglio di noi e sono sicuro che ciò ha contribuito a determinare il risultato delle elezioni nazionali. Ma dopo l’attacco sferrato da Grillo nei miei confronti -ha osservato Venturino- si è creata una situazione di imbarazzo all’interno del gruppo, al momento non ci sono le condizioni affinché io rientri, anche se non mi sento di eslcudere questa possibilità”.

Venturino ha poi confermato: “Resterò vicepresidente dell’Ars, non intendo dimettermi, non per la diaria, che non percepisco e non ho mai percepito, ma per non interrompere il lavoro iniziato e gli impegni con i cittadini che a dicembre, se non lavoreremo bene, si ritroveranno con i problemi di sempre, primo tra tutti le scadenze dei contratti dei precari”.