Con il governo Renzi ha lasciato gli uffici del Mef per spostarsi nella sede di via Sicilia, dove il Dipartimento della Coesione territoriale è stato annesso alla presidenza del consiglio dei ministri. Lavora a stretto contatto con il sottosegretario Graziano Delrio. Alberto Versace non è un nome nuovo in Sicilia. Anzi. Su di lui, agli inizi del 2000, puntò molto l’allora viceministro Gianfranco Miccichè. Ed è unanimemente considerato uno dei più importanti esponenti del mondo economico, esperto di fondi comunitari. Con una ‘passione’ – operativa e più produttiva che mai – nel settore della cultura, vastamente intesa. Il suo nome circola come possibile assessore regione all’Economia in sostituzione di un altro ‘papa straniero’, Luca Bianchi, tornato proprio oggi in servizio alla Svimez dove era vicedirettore.

La risposta di Versace è di “rito”: “Lo apprendo da lei” dice a BlogSicilia e sostiene che nessuno “né dal governo nazionale né da quello regionale mi hanno proposto nulla. Lo prendo come un attestato di stima”.

Eppure Alberto Versace alla Sicilia è legato da tante attività e da un ‘passato’ pesante. E’ stato lui a ideare il “concetto” che sta alla base di CineSicilia da cui ha preso le mosse la film commission regionale. “Strutture semplici, di servizio che dovevano servire a regolare un settore quello della produzione cinematografica che doveva restare scollegato”. E sull’attività della film commission siciliana, lui che in questo momento è impegnato a incentivare quella della Regione Basilicata, dice: “Si è molto più avanti di quello che si creda”.

Sul nome di Alberto Versace, al di là delle “comunicazioni ufficiali”, potrebbero convergere però gli interessi congiunti di più attori protagonisti: d’altronde non più tardi di una settimana fa a Roma, il presidente Crocetta a margine dell’incontro sul tema della riforma del Senato con il premier Renzi e soprattutto con il sottosegretario Delrio ha avuto modo di scambiare qualche parola sul rimpasto che in tanti giudicano imminente. E non è improbabile che proprio Delrio – considerata l’eminenza grigia del premier e suo più ‘ascoltato’ consigliere – possa aver pensato a Versace che con lui ormai lavora nella sede di via Sicilia, quasi fosse un destino segnato.

Sulla Sicilia e sul lavoro che c’è da svolgere da palazzo d’Orleans, per rispetto istituzionale e per una riservatezza che è il suo carattere distintivo, Versace si limita a dire: “In Sicilia non basta un solista per governare, serve un’intera orchestra in una regione che ha enormi potenzialità. Serve una sorta di rivoluzione che deve essere fatta con tutti i siciliani”.

Eppure la ‘prospettiva’ a Versace non mancherebbe. Solo per fare un esempio: già nel 2002, fu uno dei pochi a prevedere l’abbandono di Termini Imerese da parte della Fiat e a proporre la creazione del ‘chilometro verde’, mutuando da Alberto Bombassei, già vicepresidente di Confindustria e oggi parlamentare di Scelta Civica, l’idea del Kilometro rosso, un muro di 1 km sull’autostrada di Bergamo, simbolo del parco scientifico e tecnologico che dall’altra parte ospita le start up tecnologiche. In Sicilia si sarebbe potuto lanciare il polo tecnologico delle aziende impegnate nell’evoluzione tecnologica delle rinnovabili. Idea che non ha avuto seguito. Ma che magari non è ancora da archiviare. Non del tutto.