Forte preoccupazione per lo stato in cui si trova la vertenza del call center Almaviva Contact, che solo a Palermo conta circa 5 mila addetti. Già da gennaio lo scenario si complica di nuovo”. La Cgil di Palermo e il comitato direttivo della Slc Cgil con un ordine del giorno esprimono solidarietà agli addetti del call center e alle migliaia di famiglie coinvolte e sono al fianco dei lavoratori impegnandosi a sostenerli nelle prossime azioni per il mantenimento e radicamento di Almaviva sul territorio palermitano.

“In vista della richiesta di incontro fatta il 18 dicembre al ministro Poletti da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo – incalzeremo le istituzioni locali, regionali e nazionali su questa vertenza, in difesa dell’azienda più grande di tutto il nostro territorio, di cui Palermo non può permettersi il lusso di fare a meno”.

La modifica dell’inquadramento dal settore Industria a Servizi operata dall’Inps per l’azienda Almaviva Contact ha causato la revoca dei contratti di solidarietà difensiva di tipo A con data retroattiva dall’1 dicembre e la conseguente perdita dell’ammortizzatore sociale.

“Per far fronte al disastro occupazionale derivante da tale decisione, il 18 dicembre é stato siglato da tutte le Rsu del gruppo Almaviva in Italia un accordo di solidarietà difensiva di tipo B, ricorrendo agli ammortizzatori sociali in deroga – prendono posizione la Cgil e l’Slc con l’ordine del giorno – Tale intervento volto a tamponare in extremis le già annunciate procedure di mobilità per 3 mila lavoratori non costituiscono assolutamente un’operazione risolutiva della complessa vertenza. Già dal prossimo gennaio si aprono infatti scenari per nulla rassicuranti: il mancato rispetto dell.art 24 bis sulle delocalizzazione, le clausole non approvate in In Senato, l’assenza di regole sugli appalti, quasi sempre con offerte al ribasso perfino rispetto all’inquadramento di base previsto dal Ccnl delle Telecomunicazioni, rischiano di lasciare in mezzo a una strada migliaia di famiglie palermitane”.