Il perdurare del profondo stato di crisi, i lavoratori senza stipendio, la trasformazione dell’Associazione CERISDI in soggetto in house della Regione Sicilia.
Queste le principali emergenze affrontate durante l’incontro azienda – sindacati che si è tenuto al castello Utveggio, sede del CERISDI.

“Il CERISDI unico Istituto per l’Alta Formazione e la Ricerca per la PA – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – a causa della pesante crisi di bilancio attuale, non è più in grado di garantire il futuro dei 29 dipendenti. Registriamo con rammarico la totale assenza di interventi del Governo Regionale a favore dei lavoratori e, più in generale, del ruolo dell’Ente. Sembra, purtroppo, che il futuro occupazionale dei lavoratori del Cerisdi non abbia la stessa risonanza di altri per i quali delle soluzioni si tenta sempre di trovarle. Tutto ciò è ormai inaccettabile.

E ’ a tutti noto, infatti, l’importante ruolo svolto dal Cerisdi negli oltre trent’anni di attività in favore dell’Amministrazione Regionale, di Enti Locali, delle altre pubbliche amministrazioni siciliane, e la formazione per i giovani laureati. Si tratta di attività e interventi svolti con competenza e professionalità dai dipendenti dell’Istituto che hanno contribuito alla messa a sistema dell’alta formazione in Sicilia. Un patrimonio che non può e non deve essere perso, piuttosto tutelato e rilanciato. In questo contesto, il passaggio del Cerisdi in soggetto in house della Regione, risulta ad oggi l’unica concreta soluzione che possa mettere definitivamente in sicurezza i lavoratori, garantendo le tutele e i sostegni, fino ad oggi inesistenti. Per non dimenticare i servizi resi dal Centro che hanno avvicinato e potranno sempre più avvicinare l’Europa alla Sicilia.

Necessita l’immediata erogazione delle somme, tra l’altro già stanziate, affinchè si possa dare ossigeno ai lavoratori che da mesi non percepiscono alcuna retribuzione. Riteniamo che sia indeffirebile l’intervento del Governo regionale per attivare tutto quanto necessario per la modifica dello statuto del Cerisdi affinchè il Centro si possa trasformare in soggetto erogatore di servizi di House. Non si chiedono, infatti, soldi “a pioggia” ma lavoro da svolgere nell’interesse di tutta la collettività“.