Trentacinque posti di lavoro salvati attraverso la riconversione del personale in addetto ai servizi di portierato in una società controllata nel catanese. Chi ha la la qualifica di guardia di pubblica sicurezza la manterrà. il trasferimento è valido per 35 di loro. Per gli altri o per chi vuole restare nella sede di origine e non accetta il trasloco a Catania mobilità volontaria e lista di prelazione per la riassunzione in caso di acquisizione di nuovi servizi da parte dell’azienda.

Raggiunto un accordo tra le organizzazioni sindacali e la Ksm Security, azienda leader nel settore della vigilanza armata, che il 26 marzo scorso aveva inviato ai sindacati una nota per comunicare la volontà di avviare la procedura di licenziamento collettivo ritenendo in esubero 100 lavoratori dislocati tra Palermo, Agrigento, Enna e Caltanissetta.

“Dopo svariati incontri tra l’Azienda e le organizzazioni sindacali è stato sottoscritto un verbale di accordo stante le criticità rappresentate e non eludibili in cui versa l’Istituto nei territori di Agrigento e Caltanissetta – spiega Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Regionale Sicilia – . Con la sottoscrizione di questo accordo – aggiunge – abbiamo trovato soluzioni alternative per poter salvaguardare i lavoratori”.

“Le G.P.G. accederanno ai percorsi di mobilità – prosegue – solo su base volontaria mentre per le restanti unità è prevista la ricollocazione sulla filiale di Catania o occupazione nel nisseno su una società collegata esercente l’attività di portierato. Si è convenuto, inoltre, che all’aggiudicazione di nuovi servizi, il personale godrà del diritto di prelazione vita natural durante al rientro presso la filiale di appartenenza, alle medesime condizioni di livello e retributive”.

“Necessita comunque che le Istituzioni monitorizzino il comparto poiché – conclude la Calabrò – quello delle G.P.G. è un lavoro delicato e rischioso, che vede donne e uomini in divisa svolgere funzioni di pubblica sicurezza ma per i quali, al momento, le garanzie professionali sono avvero poche poiché si stanno acuendo, soprattutto nei cambi di appalto, problematiche legate alla tariffazione che, in una sempre più cocente guerra al ribasso, non solo contrasta con le normative del CCNL di riferimento ma sembrano rasentare l’illegalità”.

“Su Palermo – aggiunge Marianna Flauto  – l’azienda ha dichiarato che non ci sono più esuberi dando ragione a quanto dichiarato dalla Uiltucs”.