Il Vescovo di Ragusa Monsignor Paolo Urso si dice favorevole alle coppie omosessuali. Con gli opportuni distinguo. “Sono convinto – avrebbe detto il Vescovo – che la Chiesa debba essere una casa dalle porte aperte per tutti. Per gli immigrati, che sbarcano sulle coste di Pozzallo, per le donne in fuga da mariti violenti, per chi è omosessuale e si sente escluso”.

La notizia è apparsa stamattina sul Corriere di Ragusa e su altre testate online della provincia iblea: “La fede dei ragusani è convinta e affonda le sue radici in una formazione seria delle coscienze. In diocesi abbiamo due chiese, dove è possibile partecipare all’adorazione eucaristica perpetua, trecentosessantacinque giorni all’anno. Ad ogni ora c’è sempre qualche fedele in preghiera. È il segno di un bisogno corale di trovarsi in silenzio davanti a Gesù eucarestia”.

Secondo quanto riportato nell’intervista è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio, “altrimenti non ci intendiamo” perché “uno stato laico come il nostro non può ignorare il fenomeno delle convivenze, deve muoversi e definire diritti e doveri per i partner”. E poi: “la valutazione morale spetterà ad altri”.
Tuttavia precisa che secondo il Catechismo cattolico “l’omosessualità resta oggettivamente disordinata, ma ciò non toglie che deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore“.