Il supermarket della droga a Catania rimane la via Capo Passero, fra i quartieri Trappeto Nord e San Giovanni Galermo, nella zona nord ovest del capoluogo etneo. Una strada lunga oltre 750 metri tra i palazzoni delle case popolari, un ginepraio che permette, come hanno sottolineato più volte gli investigatori, “una molteplicità di vie di fuga e di possibili luoghi di occultamento di qualsiasi oggetto o sostanza”.

Nell’operazione di stamani, coordinata dalla DdA di Catania, i carabinieri hanno arrestato 42 persone, tra cui sei minorenni, accusati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e di detenzione illecita e spaccio di tali sostanze, aggravati dall’art. 7 L n. 203/91, cioè agivano con il metodo mafioso per agevolare l’attività di un gruppo (probabilmente riconducibile a quello dei Nizza), contrapposto, per il controllo della gestione della droga, a quello dei Mirabile. Si tratta di due cosche formalmente inserite nel clan Santapaola.

La base logistica era al 121 di via Capo Passero e l’organizzazione, che gestiva e smerciava cocaina e marijuana,  era particolarmente complessa: c’erano i turni, il reclutamento, la cassa comune e dei veri e propri responsabili di ciascuna fase. Un giorno di ‘lavoro’ poteva fruttare dai 15 ai 20mila euro.

Le indagini, svolte dai carabinieri della Compagnia di Fontanarossa dal gennaio al novembre 2012, arricchite di un contributo proveniente dall’esito di alcune attività delegate da questa D.D.A., nell’ambito di altro procedimento, alla Squadra Mobile della Questura di Catania, hanno consentito di  ricostruire, nel dettaglio, l’articolata organizzazione che gestiva una fiorente attività di traffico e vendita di cocaina e marijuana, i cui proventi, in parte, erano destinati anche al  sostentamento degli affiliati già detenuti.

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