Con 39 voti a favore e 22 contrari e un astenuto (Vinciullo Ncd) intorno alle 3 del mattino Bilancio e finanziaria della Regione siciliana hanno visto la luce. Una approvazione che arriva in un clima pesante e non solo per gli scontri in corso fra maggioranza e opposizione ma soprattutto per il ciclone giudiziario abbattutosi sull’Assemblea nell’ambito dell’inchiesta per le spese folli nel corso della passata legislatura. Una inchiesta che coinvolge anche un terzo dell’Ars attualmente in carica.

Nonostante (o forse proprio a causa) dell’inchiesta e degli scontri in aula, al momento del voto, sono ben 22 i deputati assenti a conferma della difficoltà da parte soprattutto della maggioranza di tenere in aula i propri ‘onorevoli’.

Il voto è arrivato  al termine di un’ennesima seduta fiume, che si era aperta poco dopo mezzogiorno e durata oltre 14 ore fra liti, sospensioni e notifiche di avvisi di garanzia. tanti i provvedimenti approvati dal contestato reddito minimo per le famiglie in povertà  al salvataggio del Trasporto pubblico localeLa Regione dunque supera la paralisi contabile che si era determinata per la mancata approvazione dei documenti finanziaria entro il 31 dicembre senza che fosse adottato l’esercizio provvisorio.

Ma lo fa non senza difficoltà. Per giungere ad una approvazione il governo è costretto a ritirare l’articolo aggiuntivo chiamato “salva imprese” contestato non solo dai grillini ed a ripristinare i finanziamenti per l’Ars accantonati inizialmente per essere inseriti nel fondo di garanzia sulle entrate chiesto dal Commissario dello stato che non crede alle poste in entrata del bilancio regionale.

Fra le norme approvate in extremis il governo, però, incassa un successo ovvero la cancellazione di molte partecipate che passano,così, da 23 a dieci.

La manovra è passata con l’appoggio della maggioranza mentre hanno votato contro le opposizioni a cominciare dai 5 stelle che criticano pesantemente la finanziaria mentre il Nuovo centro destra parla di occasione perduta per la Sicilia e di totale assenza di misure per lo sviluppo ma a consentirne l’approvazione sono state proprio le opposizioni alle quali, piuttosto che votare contro, sarebbe bastato lasciare l’aula per far mancare il numero legale e far saltare il banco.

mav