Un incremento del traffico pesante complessivo del 40% sulle autostrade gestite dal Cas da quando il cedimento del viadotto Himera ha reso impercorribile un tratto ‘fondamentale’ della Palermo catania. in valore assoluto questo traffico ha portato in un solo mese nelle casse del Consorzio 189 mila euro in più.

I dati sono proprio del Consorzio Autostrade siciliane e se, da un lato, portano fondi nelle casse di una società regionale, dal’altro rappresentano un evidente danno economico al sistema Sicilia visto che questi costi aggiuntivi gravano sul trasporto e  rischiano di finire per gravare anche sul prezzo finale del prodotto.

A far segnalare il maggior incremento di traffico in entrata è il casello di Buonfornello con ben il 98% in più ma l’incremento in entrata ed uscita da tutti gli altri caselli sta fra il 28 ed il 51% con una media, dunque, del 40%.

“Il Cas è pronto a venire incontro alle esigenze del trasporto professionale – dice a BlogSicilia il direttore generale del Cas l’ing Salvatore Pirrone – ed ha già inviato al ministero le proprie proposte fattive per azzerare i pedaggi per i mezzi pensanti costretti ad utilizzare percorsi a pagamento al posto di quelli attualmente non disponibili”.

Proprio ieri, incontrando gli autotrasportatori del Fai, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, era apparso possibilista sull’ipotesi di sgravio dei pedaggi “noi siamo assolutamente disponibili ma la nostra è una società pubblica quindi occorre un provvedimento ad hoc da parte del Ministero che, nell’ambito delle tante partite di giro in atto, ci risarcisca delle spese che il consorzio deve affrontare”.

Come pensate, dunque, che un simile sgravio possa mettersi in atto?

“Vede il costo del pedaggio è composto da varie voci. c’è una quota che  va allo stato, una seconda quota destinata all’Anas attraverso il Ministero delle Infrastrutture, poi c’è la nostra quota di gestione. se semplicemente il Cas togliesse il pedaggio da un lato dovremmo ugualmente pagare le quote chilometro percorso ai soggetti nazionali e dall’altro verrebbero meno le risorse per la società. alla fine rischieremmo di rispondere di danno erariale”.

Dunque non c’è soluzione?

“Al contrario c’è l’intenzione e ci sono le proposte. Al Ministero abbiamo inviato tutti i dati. A livello nazionale dovrebbero esentarci dal pagamento delle quote di loro spettanza con un provvedimento legato alla chiara situazione d’emergenza. dall’altro il Consorzio dovrebbe ottenere il ristoro delle spese”.

Ma l’esenzione riguarderebbe tutti?

“Questo non sarebbe possibile. L’Anas ha fornito una alternativa viaria per i mezzi leggeri e dunque normativamente non si può esentare quelli che scelgono la strada più comoda. l’esenzione riguarderebbe solo il trasporto ‘professionale’ ed esclusivamente quelli che transitano con il Telepass perché questo ci permette di avere a disposizione i dati di ingresso e di uscita e dunque separare chi si trova obbligato a percorrere quella strada per effetto dei cedimenti sulla Palermo – Catania e chi, invece, per origine e destinazione avrebbe comunque percorso una della nostre strade. il Telepass, inoltre, prevedendo un pagamento postumo in base ad un rendiconto di traffico ci permette di elaborare i dati e non fatturare le quote che si riconoscono frutto di questa situazione di disagio. In questo modo, inoltre, possiamo fornire al ministero anche dati di traffico certi e valutare l’impatto quasi in tempo reale”.

In ogni caso, dunque, il Consorzio non perderebbe un euro ma per gli autotrasportatori il disagio si limiterebbe a tempi di percorrenza e carburanti contenendo il danno economico. “Noi – dice il presidente del Cas Rosario Faraci – ancora una volta facciamo la nostra parte nel contempo è indispensabile preservare le sue funzioni di ente concessionario”.

La parola adesso passa al ministero