Un reportage sugli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), sei in Italia da Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina a Castiglione delle Stiviere, a Mantova. Un viaggio nelle strutture italiane che ospitano più di mille degenti. E la chiusura definitiva voluta dalla Legge “Marino”. Questo racchiude il libro “La pazzia dimenticata” di Adriana Pannitteri, giornalista e conduttrice del Tg1.

Il volume è stato presentato questo pomeriggio a Caltanissetta durante la tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Scuola Forense Nissena “G. Alessi” e dall’Associazione culturale “Terre di Mezzo”.

Sono intervenuti, Elio Belfiore (Università di Foggia), Giovanni Fiandaca (Università di Palermo), Giuseppe Iacona (Presidente Ordine avvocati Caltanissetta), Sergio Lari (Procuratore capo a Caltanissetta), Emanuele Limuti (Presidente Fondazione G.Alessi), Nunziante Rosania (Direttore Opg Barcellona Pozzo di Gotto), Giovambattista Tona (Corte d’Appello Caltanissetta).

Nel libro Adriana Pannitteri, racconta la personale testimonianza raccolta durante le visite in alcuni degli Ospedali psichiatrici giudiziari italiani. L’autrice dà voce agli internati, ai direttori, agli agenti penitenziari e ospita gli interventi di giuristi, psichiatri e del senatore Ignazio Marino promotore della legge che decreta la chiusura degli Opg.

Sullo sfondo il complesso rapporto tra giustizia e cura della malattia mentale. E le contraddizioni della cultura e della politica, da Basaglia alla stessa legge “Marino”.

Tra gli internati ci sono persone accusate di reati lievi e sostanzialmente abbandonate in quello che viene chiamato l’ergastolo bianco. Di queste persone dovrebbero immediatamente farsi carico i dipartimenti di salute mentale che si trovano però già in grande difficoltà a gestire pazienti che non hanno commesso reati. E ci sono soprattutto autori di crimini efferati, malati mentali che richiedono cure a attenzioni e che, secondo la nuova legge, dovrebbero trovare accoglienza in piccole strutture residenziali a carattere regionale esistenti al momento solo sulla carta.

Adriana Pannitteri cerca di comprendere davvero le storie e, se possibile, le attese di queste persone, il disagio degli operatori e le prospettive di questa riforma in un confronto serrato tra esperti e medici sulla cura della malattia mentale.