La Collana enogastronomica I Quaderni del Loggione della Damster Edizioni, di cui Katia Brentani è responsabile editoriale, è un vero e proprio viaggio alla ricerca delle eccellenze enogastronomiche, della loro storia, delle tradizioni, delle curiosità, delle leggende, del loro utilizzo in cucina. Di questa collana fa parte anche “Ricette Balsamiche – L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, ufficialmente definito (ABTM).

Ottenuto da mosto d’uva cotto, maturato o per lenta acetificazione derivata da naturale fermentazione e progressiva concentrazione, mediante lunghissimo invecchiamento in serie di vaselli (botticelle) di legni diversi senza alcuna addizione di sostanze aromatiche.
Di colore bruno scuro carico e lucente, manifesta la propria densità in una corretta, scorrevole sciropposità. Ha profumo caratteristico e complesso, penetrante di evidente ma gradevole ed armonica acidità.

Di tradizionale e inimitabile sapore dolce e agro ben equilibrato si offre generosamente pieno, sapido con sfumature vellutate in accordo con i caratteri olfattivi che gli sono propri.

Le origini
Già nel IV e III millennio a.C, nel vicino Oriente, produrre mosti e aceti era una pratica comune anche se le testimonianze più certe sono comunque del periodo greco-romano. Nel Rinascimento, condimento essenziale della cucina era l’aceto, la cui componente agra esaltava il sapore del cibo, favoriva la digestione per il modesto contenuto calorico ed aiutava l’organismo a eliminare i grassi e il carboidrati.
Da quando balsamico?

Alla metà del XVI secolo l’aceto del Duca di Modena Francesco III diventa Balsamico. L’accostamento di questo aggettivo al sostantivo aceto risale al 1747.

Balsamico perché?
Parallela alla storia culinaria dell’aceto, corre quella medicamentosa. Per secoli l’unico rimedio con proprietà antisettiche, oggi ampiamente dimostrate dalla ricerca scientifica, era l’aceto elemento fondamentale anche in profumeria igienica. Gli effetti benefici derivanti dai profumi erano tenuti in grande considerazione attribuendovi speciali virtù terapeutiche e questi presidi erano conosciuti come balsami o balsamici.
Per essere il vero Aceto Balsamico Tradizionale di Modena il prodotto deve essere invecchiato almeno 12 anni, oppure oltre 25 anni (ABTM extravecchio). Un evento che avvicinerà i commensali alla conoscenza storica e all’impiego dell’aceto balsamico per piatti raffinati che vanno dall’aperitivo al dolce, avrà luogo il 9 luglio ore 19,30 – Bologna.

In una locatione elegante e raffinata come Villa Benni, storica villa neoclassica bolognese, avrà luogo un aperitivo insolito, dalle note balsamiche.

Daniele Bonfatti guiderà gli intervenuti nel mondo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Degustazione di 7 diverse tipologie di Aceto Balsamico.

Speriamo di avere solleticato il vostro palato e il vostro olfatto dandovi delle notizie in merito ad un prodotto che rientra, a pieno titolo, tra le eccellenze italiane nel mondo.