I quattro chirurghi Daniela Bagnasco, Giuseppe Lo Baido, Francesco Mazzola e l’ex primario facente funzioni Dario Sajeva da oggi potranno rientrare nell’unità operativa di Chirurgia plastica e Maxillo facciale di Villa Sofia. Lo ha stabilito una disposizione di servizio del direttore sanitario Giovanni Bavetta.

Finisce così la bufera nel reparto “dei veleni” per i quattro medici finiti sotto inchiesta (archiviata) perché accusati dal primario Matteo Tutino (il medico personale vicino al governatore Crocetta, oggi agli arresti per truffa, falso e peculato ) di aver gonfiato le cartelle cliniche per ottenere rimborsi più pesanti. Una presunta truffa che il Gip Lorenzo Matassa aveva bollato come “infondata e strampalata”, oltre che “calunniatoria ai danni del dottor Sajeva”.

Dopo il caos giudiziario, la giunta Crocetta cerca di riacquistare credibilità. A partire dalla sanità. L’azienda ospedali Riuniti “Villa Sofia-Cervello” di Palermo apre infatti ai concorsi nella sanità pubblica siciliana, già previsti dal piano della nuova rete ospedaliera della Regione siciliana.

Via libera dunque all’assegnazione, per titoli e colloqui, di cinque incarichi quinquennali per dirigere le strutture complesse di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, di Anestesia e Rianimazione del presidio ospedaliero del “Cervello”, di Chirurgia toracica, Neurologia e Farmacia. Le procedure sono state avviate dalla Direzione strategica dell’Azienda guidata dai direttori generale, sanitario e amministrativo: rispettivamente Gervasio Venuti, Giovanni Bavetta e Fabrizio Di Bella.

“La novità – sottolinea il direttore generale Gervasio Venuti – è rappresentata dal fatto che, rispetto al passato, sono stati individuati requisiti più stringenti per l’assegnazione di questi incarichi e strettamente funzionali ai compiti che i nuovi direttori andranno a svolgere. Non più dunque profili generici, bensì specifici per figure di alta professionalità e competenza, in linea con le più moderne esigenze di un’Azienda che occupa un posto di rilievo nel panorama della sanità pubblica siciliana e che guarda avanti in un’ottica di innovazione, di miglioramento dei servizi e di un innalzamento degli indici di attrazione extraprovinciale, oggi comunque già in fase di crescita”.